INDIA. Amazon ribassa gli investimenti nel paese 

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Amazon ha ridimensionato quest’anno il suo investimento in India, accendendo un più ampio dibattito sull’India come destinazione d’investimento nel mondo politico.

Amazon ha finora investito solo 28 miliardi di rupie pari a 394 milioni di dollari nella sua unità di mercato indiano – Amazon Seller Services – mentre l’anno scorso aveva ricevuto 94,50 miliardi apri a 1,3 miliardi di dollari, come riporta Economic Times.

Se non effettua alcun investimento sostanziale nell’ultimo trimestre di quest’anno, sarà la prima volta che l’investimento di Amazon nel suo mercato indiano è diminuito dal 2012. Amazon ha costantemente aumentato il suo investimento nel mercato indiano, partendo da 460 milioni di rupie nel 2011 fino a 62 miliardi di rupie nel 2017, e toccando 1,3 miliardi di dollari l’anno scorso, riporta Asia Times.

Nel frattempo, la società statunitense sta raccogliendo partecipazioni in alcuni dei grandi rivenditori offline in India. Finora ha raccolto una partecipazione nella catena di negozi di moda Shopper’s Stop, catena di alimentari More e nell’agosto di quest’anno in Future Group, un conglomerato retail con sede a Mumbai. Ha acquisito una partecipazione del 49% in Future Coupons, che detiene circa il 7,3% di Future Retail attraverso warrant convertibili. L’operazione conferisce ad Amazon un’opzione call per l’acquisto di tutta o parte della quota Future Retail detenuta da Future Coupons.

L’operazione dovrebbe intensificare ulteriormente la concorrenza nel settore retail indiano, che ora ha tre grandi gruppi che si stanno combattendo: Amazon e Future, Walmart-Flipkart e il miliardario Mukesh Ambani’s Reliance Retail.

Gli investimenti di Amazon sono aumentati l’anno scorso perché cercava di costruire il suo business alimentare e la catena di approvvigionamento intorno a questo settore; quest’anno, con le infrastrutture già esistenti, il fabbisogno di capitale sarebbe stato inferiore.

È da notare che il 1° febbraio il governo indiano ha rivisto le norme sull’e-commerce che hanno causato vere perturbazioni nel business di Amazon e di Flipkart in quanto hanno dovuto modificare le loro strutture aziendali e rimuovere migliaia di prodotti dai loro siti.

Luigi Medici