Incontro Iran – Pakistan

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PAKISTAN – Islamabad. Il primo dialogo parlamentare in materia di sicurezza Pakistan-Iran, avvenuto agli inizi di dicembre, ha visto la partecipazione dei vertici militari e di intelligence dei due Paesi per affrontare la diffidenza di fondo tra i due, nonostante gli scambi politici ostentati.

La Commissione Difesa del Senato di Islamabad, che ha già rotto i tabù nel campo della sicurezza nazionale, aprendo al pubblico i dibattiti sul bilancio della difesa, le politiche antiterrorismo, le relazioni civili-militari, ha invitato una delegazione del parlamento iraniano guidata da Alaeddin Boroujerdi, e la commissione per la politica estera del Majlis-i-Shura per il dialogo sulla sicurezza.

 

Nonostante il miglioramento dei legami bilaterali, seguiti all’eliminazione, nel 2010, del Movimento di resistenza popolare dell’Iran (Jundullah), basato in Pakistan, gli apparati di sicurezza di entrambi i Paesi sono molto diffidenti l’uno dell’altro, come si può percepire dal lento progresso dei diversi mega-progetti che i leader politici dei due Paesi hanno concordato.

 

Le differenze operative sulla lotta all’estremismo, al terrorismo, alla tratta di esseri umani e la differenza di gestione delle frontiere hanno contribuito al deficit di fiducia. durante gli incontri, il capo della delegazione iraniana ha osservato che non era soddisfatto dello stato attuale dei rapporti economici e politici «Grandi passi sono ancora necessari», ha osservato.

Il presidente della commissione difesa del Senato pachistano, Mushahid Hussain, ha manifestato la speranza di creare forti legami politici, economici e di sicurezza, sulla base della mancanza di conflitti di interessi tra i due Paesi.

Le due parti hanno discusso varie questioni relative alla sicurezza: dalla lotta al terrorismo, alle questioni nucleari e alla lotta al traffico di stupefacenti, ai conflitti settari tra sciiti e sunniti.

La proposta più significativa per rafforzare le relazioni bilaterali prevede “contatti” militari più frequenti attraverso un’interazione regolare tra forze armate e funzionari dell’intelligence.

 

Con un’ammissione più unica che rara, il capo della delegazione iraniana ha ammesso che è l’Iran ad armare i gruppi palestinesi di Hamas, Jihad-i-Islami e Hezbollah, rifornendoli di tutto, dai proiettili ai missili ai droni di sorveglianza.

Il portavoce della Presidenza della repubblica, il senatore Farhatullah Babar, ha poi aggiunto che il governo pachistano è impegnato a realizzare il gasdotto tra Iran-Pakistan resistendo a tutti i tipi di pressioni.