Il Premier marocchino critica la corte reale

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Il Primo ministro marocchino, Abdelilah Benkirane, il 22 aprile scorso ha espresso una forte critica all’entourage di re Mohammed, raro esempio di critica manifesta espressa da un esponente del governo in carica.

Una simile posizione potrebbe significare l’inizio del confronto tra il governo “islamico” e potenti personaggi della corte marocchina. Sull’onda della Primavera araba, le autorità marocchine indissero libere elezioni nel novembre 2011 che portarono al successo e al governo il Pjd, partito islamico moderato. Da allora la situazione è in stallo. Il Pjd vinse le elezioni impostando la campagna elettorale nella lotta alla corruzione specialmente nelle elite del Paese. «La Primavera araba non è ancora finita» ha detto Benkirane a Rabat, «È ancora lì che serpeggia e potrebbe riaffiorare». Motivo dello scontro con la corte il piano di riforma della tv di Stato in senso più “conservatore” nelle trasmissioni e in linea con il programma elettorale. «In questo Paese» ha poi proseguito il premier, «anche la monarchia ha bisogno di cittadini responsabili e amanti delle riforme. I re dovrebbero essere circondati da loro e non da ombre che alla prima luce scompaiono».