Il PIL saudita cresce più velocemente

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di Graziella Giangiulio ARABIA SAUDITA – Riad 15/11/2016. La banca centrale dell’Arabia Saudita si aspetta che il prodotto interno lordo del Regno cresca del 1,8 per cento quest’anno, più veloce rispetto all’1,2 per cento previsto dal Fondo monetario internazionale. Il dato emerge nella relazione annuale della Banca, pubblicata il 14 novembre.
Il settore non petrolifero è destinato ad aumentare del 2,5 per cento e il settore petrolifero dell’1,2 per cento, secondo i dati della banca centrale, ripresi da Arabian Business.

Il governatore della banca centrale, Ahmed Al Kholifey, ha detto che la banca si augurava che i tassi monetari interbancari continuino a scendere, aggiungendo che Riad non è preoccupata per gli investimenti sauditi negli Stati Uniti dopo l’elezione di Donald Trump a presidente, e dopo il voto del Congresso di settembre che permette ai parenti delle vittime dell’11 settembre di citare in giudizio l’Arabia Saudita.

Le previsioni della Banca centrale erano state anticipate l’11 novembre dal ministro saudita delle Finanze Mohammed Al Jadaan che si era detto ottimista circa gli sforzi per tagliare il deficit di bilancio causato dal basso prezzo del petrolio.
Jadaan ha assunto l’incarico del ministero delle Finanze, alla fine del mese scorso; e il piano di bilancio iniziale per il 2016 prevedeva un deficit di 326 miliardi di riyal, dopo un deficit di 367 miliardi nel 2015.

Ora ci si aspetta che il deficit di quest’anno sia ben al di sotto della proiezione, a causa dei tagli drastici alla spesa statale e dai ritardi da parte del governo a pagare i debiti che si deve al settore privato, in particolare alle imprese di costruzione.

Jadaan, a margine della riunione inaugurale di un nuovo comitato Gcc, il Comitato per gli affari economici e lo sviluppo che ha lo scopo di cooperare nel diversificare le economie e lo sviluppo delle industrie non petrolifere, ha ribadito che il governo intendeva effettuare tutti i pagamenti ritardati al settore privato «non appena possibile». Jadaan ha anche detto che avrebbe lavorato per rendere la gestione del Ministero delle Finanze e il bilancio dello Stato più chiare e trasparenti.

In ambito finanziario il principale fondo sovrano dell’Arabia Saudita, Fondo pubblico per gli investimenti (Pif), sta considerando l’acquisto di una partecipazione nella società Acwa Power, che gestisce le centrali elettriche e idroelettriche in tutto il mondo.
Pif già possiede una quota del 13,7 per cento di Acwa tramite una società controllata, la Pdf Sanabil Investments; Acwa è un investitore, sviluppatore, co-proprietario e gestore di un portafoglio di impianti in Europa, Asia e Africa che generano più di 23 gigawatt di potenza e producono 2,5 milioni di metri cubi di acqua dissalata al giorno.

Il fondo vorrebbe aumentare la sua partecipazione complessiva tra il 25 e il 35 per cento; Pif è un fattore chiave del piano Vision 2030 per diversificare l’economia, con le autorità mirano a trasformarlo in più grande fondo sovrano del mondo.
Al centro del piano di riforma è un maggiore coinvolgimento del settore privato nell’economia saudita, e anche nel settore dell’energia.