Il Nepal dipende dalle rimesse

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di Graziella Giangiulio NEPAL – Kathmandu 03/10/2016. Quasi il 19 per cento delle famiglie in Nepal dipendono completamente dalle rimesse dei loro familiari per vivere.

Si tratta di una ampia fetta della popolazione ormai prova di difese da qualsiasi interruzione nel mondo del lavoro dei loro familiari all’estero, secondo un sondaggio della Banca centrale nepalese, ripreso da Xinhua.

La contrazione delle opportunità di lavoro nei paesi in cui sono impiegati i nepalesi porterà ad incidere sul livello di povertà delle loro famiglie, secondo quanto emerso dallo studio della Nepal Rastra Bank. Il sondaggio è stato condotto tra 320 famiglie di 16 distretti sui 75 totali, concentrandosi particolarmente sul risparmio e la tendenza degli investimenti di tali famiglie.

La vulnerabilità delle famiglie si è fatta sentire pesantemente per la prima volta in due anni a seguito della diminuzione del numero di lavoratori nepalesi emigrati all’estero.

La percentuale è diminuito del 18,4 per cento dopo la chiusura del mercato del lavoro malese, tradizioinale obiettivo dei nepalesi.

Secondo il rapporto, un migrante nepalese manda a casa una media di 4958 dollari l’anno; il Nepal ha ricevuto un totale di 6,19 miliardi di dollari in rimesse nel periodo fiscale 2015-16, conclusosi a metà luglio, circa il 30 per cento del Pil del paese.

Nell’utilizzo delle rimesse, le famiglie dei migranti usano il 25,3 per cento per pagare i prestiti, il 23,9 per cento per il consumo e il 28 per cento risparmio. Il resto va per l’istruzionedei bambini, per opere sociali e attività produttive.

Con la parte dedicata al risparmio, la maggior parte delle famiglie ha acquistato terreni e case, solo l’1,1 per cento delle rimesse è utilizzata in attività connesse alla produzione.