STATO ISLAMICO. Il discorso di al Baghdadi attira nuovi sostenitori

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Il messaggio audio del Califfo Abu Bakr al-Baghdadi, pubblicato in data 16 settembre, ha riscosso un ottimo successo all’interno della social media sfera dello Stato Islamico in data odierna, tanto da invogliare numerosi account a inviare messaggi di supporto a ISIS. 

Un’operazione mediatica simile ad una “foto-petizione”, senza mai mostrare un volto, che ha raggiunto diverse parti del mondo, anche oltre le classiche province del Califfato. La campagna, intitolata #WeChallengeYou, già poche ore dopo l’audio, vede sostenitori in Algeria, Marocco, Arabia Saudita, Palestina, Egitto, Libia, Sudan e Turchia, oltre la Siria e l’Iraq. Il numero delle foto che arrivano all’interno dei canali Telegram è destinato ad aumentare in modo significativo, grazie anche ad alcuni messaggi provenienti dal Vecchio Continente e dall’America. 

A supporto del messaggio del Califfo anche numerose grafiche: la prima registrata riporta quanto detto Abu Hamza al-Muhajir. Nel frattempo si registrano anche una grafica prodotta da Ansar Media Foundation intitolata Whoever fought in the way of Allah e delle rivendicazioni e affermazioni di A’Maq rieditate e tradotte in Urdu. La campagna #WeChallengeYou viene riportata anche da Moata News Agency, agenzia di stampa irachena vicina a ISIS anche se non ufficialmente di ISIS. 

Infatti, si registra una certa pubblicizzazione del messaggio audio anche da parte di Moata utilizzando, tuttavia, un’altra tipologia di grafica. La casa Ansar Media Foundation, tra ieri e oggi, continua la pubblicazione delle proprie grafiche dottrinali che riportano versetti del Corano e Dhikr. 

La campagna social #WeChallengeYou raggiunge importanti risultati in poche ore. Ecco i paesi dai quali si ricevono i messaggi: Turchia; Siria; Iraq; Iran; Pakistan; Arabia Saudita; Bahrein; Kuwait; Libano; Egitto; Libia; Tunisia; Marocco; Algeria; Sud Africa; Nigeria; Etiopia; Kenia; Somalia; Mauritania; Messico; Canada; Germania; Olanda; Francia; Belgio; Bosnia; Daghestan; Albania; India; Maldive; Brasile; Palestina. 

Un risultato oggettivamente straordinario e, soprattutto, significativo per un’organizzazione descritta in declino e colpita al cuore. E non solo una grande risposta mediatica al messaggio, ma anche militare, che registriamo dai numerosi attacchi avvenuti in Iraq. 

La casa non ufficiale Furat News pubblica anch’essa una grafica, in inglese, a supporto del messaggio del Califfo.

Redazione