Il bivio di Baghdad

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IRAQ – Baghdad. 15/07/13.  L’Iraq non può impedire all’Iran di inviare armi alla Siria, così titola oggi il quotidiano iracheno Airafidayn

A quanto pare il problema è molto serio, ma l’Iraq dice di essere impotente. Il ministro degli Esteri iracheno, Hoshyar Zebari, avrebbe detto che l’Iraq non ha i mezzi per prevenire le spedizioni di armi iraniane per via aerea al governo siriano.

Lo ha fatto in un’intervista al quotidiano Asharq al-Awsat. «Per gli occidentali l’Iraq è in grado di fermare il trasferimento di armi da Teheran a Damasco, se esistono tali trasferimenti». Per l’Occidente la situazione, si legge sempre nel giornale, è semplice in quanto Damasco violerebbe le restrizioni del Consiglio di di Sicurezza. Ma il ministro ha aggiunto: «Gli occidentali credono che ci sia un ponte aereo tra Teheran e Damasco che passa sopra l’Iraq, ma se anche vi fosse non è stato concordato con noi, né l’Iraq è in grado di intercettarlo». Non solo, il ministro lamenta che le potenze occidentali che si oppongono al regime del presidente Bashar al-Assad alleato dell’Iran, forniscono costantemente le armi alle forze di Damasco, e sempre l’Occidente ha chiesto a Baghdad di ispezionare gli aerei che passano per lo spazio aereo iracheno. «Ci siamo mossi in tal senso, e dal settembre dello scorso anno, abbiamo iniziato le ispezioni degli aeromobili che dall’Iran vanno in Siria e viceversa. Ei materiali che abbiamo rilevato sugli aerei non sono di certo mortali per lo più sono attrezzature, farmaci, cibo e onestamente dire che questo aereo non può volare non è possibile. Noi però non abbiamo i mezzi per scoraggiare i sistemi di difesa aerea e l’aviazione militare». 

Zebari ha anche detto che «il primo compito ora è quello di chiarire la posizione dell’Iraq sulla crisi siriana e mostrare che la realtà sta tra due fuochi: Iran e gli Stati Uniti».

Ha continuato, spiegando: «Noi diciamo che siamo presi tra due fuochi. Il fuoco dell’Iran che è un vicino di casa di un alleato potente e amico, d’altra parte, il fuoco degli Stati Uniti, che è anche il nostro alleato. Il nostro problema è come mantenere la nostra posizione “neutrale” e non essere trascinati da una parte o dall’altra». 

«Vorrei sottolineare che oggi l’Iraq vive una delle sue situazioni più difficili e la nostra missione è stata nel corso di questo tour europeo di far capire agli europei che essi interpretano le posizioni della crisi siriana in maniera errata». Sono stati i primi, secondo il ministro a trasformare il movimento di protesta che ha avuto inizio in Siria marzo 2011 contro il presidente Bashar al-Assad in movimento armato dando vita a conflitti settari.

Zebari ha anche ammesso che gli sciiti iracheni stanno combattendo in Siria, insieme con le forze dell’ordine, sottolineando allo stesso tempo lo stanno facendo a titolo individuale.