I Rappresentanti USA prorogano le sanzioni sull’Iran

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di Tommaso dal Passo STATI UNITI D’AMERICA – Washington 17/11/2016. La Camera dei Rappresentanti Usa ha approvato il 15 novembre il rinnovo delle sanzioni contro l’Iran per 10 anni e contemporaneamente nuove sanzioni contro la Siria. Secondo quanto riporta Reuters, la Camera dei Rappresentanti ha votato con una maggioranza schiacciante di 419 a uno per la proroga decennale della legge sulle sanzioni Iran (Isa), una legge adottata nel 1996 per punire gli investimenti nel settore energetico iraniano e scoraggiare l’esercizio da parte dell’Iran di armi nucleari.

La Camera ha approvato anche un progetto di legge che sanziona il governo della Siria, e i paesi che lo appoggiano come la Russia e l’Iran, per crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Le sanzioni contro l’Iran scadranno alla fine del 2016, se non verranno rinnovate, la legge deve ora passare al Senato ed essere firmata dal presidente Barack Obama per diventare legge. Il gruppo P5+1 ha raggiunto un accordo lo scorso anno in base al quale Teheran ha accettato di sospendere il suo programma nucleare in cambio di un alleggerimento delle sanzioni.

Nonostante l’accordo, però, il parlamento statunitense ha detto di volere tenere in piedi l’Isa per inviare il messaggio che gli Stati Uniti risponderanno alle provocazioni di Teheran, dando a qualsiasi amministrazione americana la possibilità di ripristinare rapidamente le sanzioni se Teheran violasse l’accordo nucleare.

L’accordo tra l’Iran e l’Occidente è stato implementato all’inizio di quest’anno, e l’amministrazione Obama sta valutando di allentare le restrizioni finanziarie che vietano l’utilizzo di dollari americani nelle transazioni con l’Iran, scatenando la reazione dei legislatori che si oppongono all’accordo nucleare con l’Iran, sia democratici che repubblicani.
La votazione ha avuto luogo una settimana dopo l’elezione del repubblicano Donald Trump alla presidenza e i legislatori di entrambe le parti hanno detto di sperare in un sostegno bipartisan per la linea dura contro l’Iran anche con il nuovo presidente.