I droni di ISIS sempre più assassini

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Da quando Daesh usa i droni, la rete telegram sfera Daesh è impazzita. Da chi insegue l’arma, chi il modello, chi invece pensa a come migliorare le prestazioni dei droni assassini. In base alle indicazioni rilevate dai social si tratterebbe di modifiche di RKG-3, Mk19 e M430. Non solo, i grafici di Daesh si sono sbizzarriti nel produrre nuove grafiche di minacce verso l’Occidente dove si vede la Casa Bianca colpita da droni o la Statua della Libertà nel mirino. Ovviamente in un momento difficile per i jihadisti di Daesh, dal punto di vista delle battaglie e dell’estensione del territorio controllato, l’uso dei doni porta, purtroppo, speranza ai combattenti e ai così detti Jihadisti della comunicazione. Le grafiche asseriscono: «I droni saranno il vostro incubo». Ancora una grafica, edita dalla Agenzia di Stampa, Daesh, A’maq, spiega il numero di attacchi suicida Daesh in Siria e Iraq il cui numero ammonta a 90 nel solo mese di gennaio. Baghdad rimane nel mirino di Daesh che continua a piantare IED nei quartieri sciiti, due nella sola giornata di martedì. Sempre con IED Daesh colpisce a Diyala. Mentre usa i droni assassini su Mosul. Area dove continuano violenti scontri nella zona a sinistra del fiume. Non sono mancati i bombardamenti della coalizione nella zona destra del fiume. Sempre via social attivisti, non canali Daesh, affermano che sono in aumento i cadaveri rinvenuti in città, sia sul lato sinistro che sul lato destro, uccisi: non si sa da chi. Gli account sunniti, non Daesh lamentano che le milizie sciite se la prendono con i cittadini di religione sunnita, derubandoli, torturandoli eppoi uccidendoli. Sostanzialmente, lamentano i cittadini, sono passati da un aguzzino ad un altro. A Najaf le milizie sciite hanno finito le trincee a protezione dei civili. Mentre il mondo guarda ai colloqui di Astana, in Siria la situazione è sempre più complessa. Continuano gli accorpamenti di gruppi ribelli suddivisi tra Ahrar al Sham e Tahir al Sham. E continuano i casi di violazione del cessate il fuoco anche se è difficile stabilire chi lo ha violato per primo. Il caso più eclatante è senza dubbio quello di Damasco a est di Goutha dove ribelli e uomini di Assad continuano a spararsi con vittime da entrambe le parti. Tra le aree più colpite: Arbin e Meidani. A Latakia a causa degli scontri nell’area dei campi di gas di Homs sono senza carburante e in rete vengono postate foto di lunghe file ai distributori. La Russia ammette i bombardamenti sulla città di Idlib, nella sola giornata di mercoledì 25 i morti tra i civili. Mentre sta diventano estenuane la guerra per la ripresa di Al Bab e Raqqa. Nella zona est di Raqqa avanza SDF con l’aiuto delle truppe USA, mentre le forze dello scudo dell’Eufrate e Turchia avanzano nella zona est e nord di l Bab. Contando sull’appoggio di Assad da sud. A Sud Daesh attacca ferocemente, sapendo che l’esercito siriano è il più facile da smembrare, essendo composto per l’85 per cento da stranieri male equipaggiati. E lo fa a suon di attacchi suicidi. E mentre Erdogan, Assad, egli USA tentano un assedio delle aree che comprendono Raqqa, al Bab e Qabasin, Daesh mette in opera i droni. Chiudiamo con notizie da Deir Ez Zor e Homs. Dove Daesh a suon di attentatori suicida e attacchi di droni sta cercando di conquistare due infrastrutture sensibili: gli aeroporti militari.

Redazione 

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