HRW: DAESH a Sirte

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STATI UNITI D’AMERICA – New York 19/05/0216. Lo Stato islamico ha giustiziato almeno 49 persone nella roccaforte libica di Sirte dal febbraio 2015.

È questo il dato denunciato da Human Rights Watch in uno studio pubblicato il 18 maggio. Tra gli uccisi, decapitati o fucilati, ci sono prigionieri di guerra, oppositori politici, e persone accusate di “spionaggio”, “stregoneria” e “bestemmiatori”. Nel suo studio We feel we are curse: life under ISIS in Sirte, Libya, Hrw denuncia anche le sevizie inflitte alla popolazione locale deviando cibo, medicine, carburante, e denaro, oltre ala requisizione di case dai residenti fuggiti, dandole ai mujahidin. Le 49 esecuzioni di Sirte e zone periferiche documentate da Human Rights Watch sono il terminale di procedimenti giudiziari che negano i principi più elementari di un equo processo. ISIS ha anche rapito e fatto sparire decine di combattenti libici e civili. La natura e la portata delle esecuzioni compiute da Daesh insieme ad altre azioni compiute in Libia possono costituire crimini contro l’umanità, ha detto Hrw. Per ottenere dati, Human Rights Watch ha intervistato, tra gli altri, 45 ex e attuali residenti di Sirte e Misurata, nel marzo 2016, per telefono ed e-mail. I residenti Sirte hanno descritto decapitazioni pubbliche, cadaveri in tute arancione che pendono da impalcature, le “crocifissioni”, e mujahidin mascherati che rapiscono di notte le persone, la polizia religiosa che pattuglia le strade, minacciando l’impiccagione o la fustigazione per il fumo, l’ascolto di musica o per non aver garantito la necessaria coperte di veli nei per mogli e sorelle o per non aver portato i ragazzi nelle moschee per la preghiera e le lezioni di religione. Daesh è entrata a Sirte nel febbraio 2015. Ad agosto, controllava l’intera città, tra cui porto, base aerea, centrale elettrica principale, e stazione radio, insieme a tutti gli uffici del governo locale e delle finanze, creando la sua più grande roccaforte di fuori dell’Iraq e Siria. Daesh ha creato almeno tre carceri a Sirte, tra cui uno in una ex scuola materna. Il gruppo ha permesso le comunicazioni con il mondo esterno solo attraverso i suoi canali; ha poi chiuso tutte le banche, tranne una, aperto solo ai suoi membri. Le lezioni di ogni ordine e grado sono state sospese nella città dalla fine del 2015: all’Università quando gli insegnanti e gli studenti sono stati bloccati successivamente al divieto di materie come storia e diritto, e all’imposizione di turni separati per studenti e studentesse; Daesh ha pattugliato le scuole primarie e secondarie e ha interrogato gli studenti sulla legge islamica.