HONG KONG. Non è più di tempo di ricordare Tien An Men

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Il tempo per commemorare la repressione della piazza di Tiananmen “è giunto alla fine”. Così si sono espressi i leader studenteschi di una delle principali università di Hong Kong il 4 giugno, XXVIII anniversario dell’incidente, riporta il South China Morning Post. L’università degli studi di Hong Kong aveva lanciato una veglia di commemorazione  per celebrare l’anniversario la sera del 4 giugno a Victoria Park.

Il sostegno a queste attività è diminuito negli ultimi anni in mezzo all’aumento del sentimento locale nella città. I sindacati studenteschi di tutte le università hanno detto che avrebbero boicottato la vigilia per il secondo anno di fila.

Il comunicato dell’università cinese riporta: «L’unione crede che la commemorazione sia giunta alla fine e il 4 giugno deve essere segnato con uno stop fino a quando l’eco non risuonerà dovunque».

L’unione ha criticato l’Alleanza per il sostegno dei movimenti democratici patriottici della Cina, che organizza la veglia annuale, affermando di aver trasformato l’evento in un rituale e di «avvalersi del sentimento del pubblico per costruire il suo capitale politico».

Ha inoltre avvertito di non trasformare la commemorazione in una «culla politica per il patriottismo», aggiungendo che il loro boicottaggio alla veglia non significa che avevano dimenticato il 4 giugno.

In risposta, l’Alleanza ha detto: «L’alleanza non chiede alle persone di amare il paese o non. Accendere una candela non rappresenta le tue opinioni sul perseguimento della democrazia, è una candela che accusa».

L’ultimo sondaggio condotto dal programma sull’opinione pubblica dell’Università di Hong Kong ha mostrato che il 27 per cento degli intervistati non ha sostenuto la giustificazione dei manifestanti nella repressione, una cifra record per questa domanda dal 2006. Il sondaggio ha anche mostrato che il 22% degli intervistati ha ritenuto che gli studenti di Pechino coinvolti nella Piazza della Tienanmen si erano sbagliati, un record dal 1993.

In risposta alla dichiarazione dell’Unione, altri studenti dell’università cinese hanno pubblicato una terza dichiarazione di critica definendo gli altri “ignoranti”, “esseri a sangue freddo” e “pigri”.  

La dichiarazione ha affermato che la repressione è stata a lungo nella memoria di Hong Kong e si è intrecciata con gli sviluppi democratici della città.

Maddalena Ingroia