HIMALAYA. Cina e India non mandano più truppe… la tensione resta alta

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La Cina e l’India hanno accettato di non inviare più truppe lungo il loro contestato confine himalayano e di evitare qualsiasi azione che possa complicare la situazione aumentando la tensione nell’area.

Vertici militari di entrambi i paesi si sono incontrati la scorsa settimana e si sono scambiati idee sul loro confine oggetto di contesa, ha detto nei giorni scorsi il portavoce del ministero della Difesa cinese Wu Qian.

Un comunicato stampa congiunto, ripreso da Scmp, rilasciato dal governo indiano a Nuova Delhi ha detto che entrambe le parti hanno accettato di «evitare malintesi e giudizi sbagliati», e di «astenersi dal cambiare unilateralmente la situazione sul terreno».

«Le due parti hanno anche concordato di tenere il 7° round del Military Commander-Level Meeting il più presto possibile», ha detto il comunicato.

Migliaia di truppe indiane e cinesi sono attualmente ammassate lungo un conteso tratto di confine nella regione del Ladakh, al confine con il Tibet.

Dopo settimane di tensioni, il confronto nella remota regione occidentale dell’Himalaya è esploso a giugno, come si ricorderà, in un sanguinoso scontro corpo a corpo in cui 20 soldati indiani sono stati uccisi e la Cina ha subito un numero imprecisato di vittime.

Da allora entrambi i Paesi hanno dichiarato che stanno cercando di risolvere la situazione attraverso canali diplomatici e militari, ma i colloqui sembrano aver fatto pochi progressi finora. La tensione rimane alta, con le truppe indiane e cinesi separate da poche centinaia di metri in alcune zone ed entrambe le parti che portano rinforzi e rifornimenti. A maggior ragione che la stagione si fa inclemente.

La Cina e l’India hanno dichiarato l’11 settembre scorso di aver accettato di ridurre la situazione e di ristabilire la “pace e la tranquillità” dopo un incontro diplomatico a Mosca.

Entrambe le parti hanno concordato all’epoca che le truppe di entrambe le parti dovrebbero disimpegnarsi rapidamente e allentare le tensioni.

I due paesi entrambi potenze nucleari non sono riusciti a trovare un accordo sul loro confine, lungo 3.488 km, nonostante i vari cicli di colloqui che si sono svolti nel corso degli anni.

Lucia Giannini