Tempo di Hajj: il rituale pellegrinaggio alla Mecca

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ITALIA – Roma 06/10/2014. Centinaia di migliaia di pellegrini islamici si sono messi in viaggio per recarsi alla Mecca per l’hajj, il pellegrinaggio annuale obbligatorio per i musulmani.

È il quinto pilastro della religione islamica e si svolge tra l’ottavo e il tredicesimo giorno del mese di Dhu l-hijjah. Rappresenta un mezzo di purificazione, nel quale l’uomo chiede perdono per i suoi peccati e viene purificato attraverso il pentimento e la celebrazione dei cerimoniali. Dopo il pellegrinaggio il fedele può essere chiamato col titolo meritorio di Hajji, e dovrebbe tendere verso una vita devota. Il luogo del pellegrinaggio è la grande moschea della Mecca che comprende la Ka’bah e la fonte di Zamzam. I pellegrini si fermano prima nella città di Mina a 5 chilometri da Mecca dove vengono allestite tendopoli per dare ospitalità e riposo alle migliaia di persone che partecipano ai riti, per poi passare al Monte Arafat. Nei pressi di Mina si trova anche il Ponte delle Jamarat (Jisr al-jamarāt), dal quale i fedeli compiono il rito della lapidazione dei demoni, a simboleggiare  il rifiuto dei peccati e delle tentazioni. Dopo si raderanno il capo o taglieranno una piccola parte di capelli come rinnovo simbolico di fede e sottomissione a Dio. Prima di giungere alla Mecca è obbligatorio entrare nello stato di I’Ihram, o “purezza rituale”, ingresso in stato puro e consacrazione rituale conseguibile col ghuṣl, un lavacro completo del corpo, in grado di far conseguire la indispensabile tahara.  Al  Masjid al-Haram, la moschea della Mecca, si andranno a compiere altri rituali tra cui il Tawaf che consiste nel girare  intorno alla Ka’ba per sette volte in senso antiorario. La Ka’bah è un edificio cubico situato al centro del  cortile della moschea ove è conservata la pietra nera, un minerale nero che la tradizione dice sia stata portata dal paradiso sulla terra dall’arcangelo Gabriele. Il secondo rito del Hajj è chiamato Sa’y e prevede che i pellegrini facciano per sette volte il percorso tra due colline chiamate Safa e Marva. Le piccole montagne sono diventate oggi parte della Grande Moschea, e commemora il tentativo da parte di Hajar, moglie di Abramo, di trovare l’acqua per suo figlio Ismaele. Questi e gli altri sono esattamente prescritti come da tradizione del Profeta. Le autorità saudite hanno dichiarato che quest’anno sono circa 1,4 milioni i fedeli giunti dall’estero per seguire i 1.400 anni di tradizione di Maometto insieme a pellegrini provenienti da Arabia Saudita; le autorità sono preoccupate e verrà posto ogni sforzo per proteggere tutti dal grave pericolo del contagio di dell’Ebola, che in un contesto come questo potrebbe avere facile propagazione. La Guida Suprema della Rivoluzione Islamica dell’Iran Ayatollah Sayyed Ali Khamenei ha sottolineato venerdì, nel suo messaggio annuale ai pellegrini del Hajj, che in un momento come questo dovrebbe essere prioritaria l’unione dei musulmani e ha invitato tutti a risolvere le controversie tra i diversi segmenti della nazione islamica. Di seguito si riportano alcuni stralci dello stesso:  «Oltre a purificazione spirituale e riabilitazione, che è il più sublime e fondamentale risultato del Hajj, bisogna porre la dovuta attenzione ai vari problemi del mondo islamico, nonché al vasto e ampio approccio sulle questioni più importanti connesse alla Ummah islamica, questo dovrebbe stare in cima alla lista delle funzioni e dei riti dei pellegrini Hajj. La questione di unità tra i musulmani e lo scioglimento dei nodi che hanno creato divisioni  tra le varie parti dell’islam, questa è una delle più importanti questioni ed è di massima priorità. Hajj è la manifestazione di unità e integrità e la base della fratellanza e della cooperazione. Nell’Hajj, tutti dovrebbero imparare una lezione, quella di concentrarsi sugli aspetti comuni e annullare le differenze. Ora, alla luce del Risveglio islamico, le nazioni musulmane hanno scoperto l’animosità dell’arrogante fronte sionista e preso posizione contro di esso e le politiche che mirano a dividere i musulmani sono perseguite con più fervore. Il nemico è intenzionato a soffiare sulla fiamma delle guerre civili tra i musulmani, al fine di deviare le motivazioni della resistenza, incrementare la lotta tra di loro e creare un margine di sicurezza per il regime sionista e degli altri agenti che sono i veri nemici. Il sostegno ai gruppi terroristici Takfiri e di altri della stessa specie che abitano  nei paesi della regione dell’Asia occidentale è una conseguenza di questa infida politica. Un altro tema importante è la questione della Palestina. Con la scadenza di 65 anni, dall’inizio del regime usurpatore, e soprattutto a seguito degli sviluppi sanguinosi degli ultimi anni, due realtà si sono rivelate a tutti i popoli: in primo luogo, che questi non conoscono confini e limiti per la crudeltà e la brutalità e calpestano tutte le norme etiche ed umane. Essi si considerano autorizzati a commettere qualsiasi crimine, genocidio,  distruzione, strage di bambini e donne e delle persone indifese, e ogni altro atto di aggressione e di oppressione e ne vanno fieri. Scene dolorose della recente guerra di 50 giorni su Gaza sono stati l’ultimo esempio di tali crimini storici, che sono stati ripetuti frequentemente durante l’ultimo mezzo secolo. La resistenza di 50 giorni di Gaza assediata e indifesa contro il potere di Israele ha portato al fallimento israeliano e al suo ritiro e sottomissione alle condizioni stabilite dalla Resistenza, chiare manifestazioni di  debolezza, incapacità e l’impotenza. Questo significa che la nazione palestinese dovrebbe essere più fiduciosa; si dovrebbero ora potenziare i gli sforzi e la determinazione e risolvere la questione; la West Bank dovrebbe continuare il suo regolare percorso con più forza e vigore; Le Nazioni musulmane dovrebbero esigere che i loro governi diano sostegno reale alla Palestina, i governi musulmani devono assumere questo percorso con onestà. La terza questione importante è l’approccio che dovrebbero avere gli attivisti solidali nel mondo musulmano sulla discrepanza tra l’islam di Maometto e l’islam americano, evitando di fare confusione tra questi due e impedire ad altri di farlo. L’islam puro è l’islam di serenità e spiritualità, l’islam della pietà e della democrazia, e l’Islam che è duro con  gli infedeli, ma indulgente con i fedeli. Un approccio combinato con acume e profondità di pensiero rivelerà chiaramente questi fatti importanti e i problemi reali del mondo islamico a qualsiasi persona che cerca la verità; e determina anche il dovere e l’obbligo del giorno senza alcuna ambiguità. Hajj e i suoi rituali e riti offrono un’occasione d’oro per acquisire tale conoscenza e spero che, i fortunati pellegrini Hajj, siano in grado di trarre il massimo vantaggio da questa benedizione divina».