Guerra tra bande sul Delta dl Niger

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di Antonio Albanese NIGERIA – Abuja 30/10/2016. il Presidente nigeriano Muhammadu Buhari incontrerà i leader del delta del Niger ad Abuja la prossima settimana, nel tentativo di porre fine alla rivolta in atto nella regione produttrice di petrolio. Secondo quanto detto dal ministro del Petrolio Emmanuel Ibe Kachikwu, ripreso da Defence Web, porre fine ai disordini nella regione che rappresenta la maggior parte della produzione di petrolio della Nigeria è il primo obiettivo della tabella di marcia dell’industria energetica.

La strategia prevede l’approvazione del Petroleum Industry Bill entro dicembre; il disegno di legge copre tutto l’arco produttivo: va da una revisione dello stato della compagnia petrolifera Nnpc, alle imposte sui progetti upstream; è stato ritardato nell’approvazione dalla violenza nel Delta, che ha portato la produzione ai minimi di 30 anni. Kachikwu ha anche detto che la Nigeria sta anche considerando la vendita di asset e intende migliorare il clima degli investimenti e consentire lo sviluppo degli impianti di gas della nazione.

I sette elementi del piano sono: la soluzione delle riforme e la sicurezza, politiche e normative, il business e gli investimenti del Delta del Niger, trasparenza e efficienza, gestione delle parti interessate e coordinamento, rivoluzione internazionale del gas e, infine, raffinerie e capacità di produzione locale, ha detto Kachikwu.

Il presidente Buhari ha detto che il governo si impegna con tutti i soggetti interessati nella regione meridionale per trovare una soluzione pacifica duratura, ma non ha fornito dettagli.

Gli incidenti e le proteste indicano quello che il governo dovrà affrontare quando incontrerà i leader delle comunità e i militanti a Abuja, ma le divisioni tra i gruppi militanti e le comunità in cui vivono, così come le dispute tra i diversi gruppi di residenti, renderanno difficile raggiungere un accordo; i leader della comunità avvertono che se non ricevono fondi di sviluppo, sarà difficile tenere i loro giovani senza lavoro lontano dai gruppi militanti.

Chevron, come altre compagnie petrolifere in Nigeria, come Royal Dutch Shell, ExxonMobil ed Eni, intendono aiutare le comunità locali a trarre beneficio dalla ricchezza petrolifera perché ottenere la fiducia della popolazione locale è di vitale importanza, poiché chi si sente lasciato ai margini spesso consente ai militanti di nascondersi nella rete di torrenti intorno ai villaggi del Delta; ma le compagnie petrolifere sono diffidenti nei confronti dei generali e dei capi locali, per cui preferiscono riportarsi direttamente con le comunità locali.

Gli attacchi dei militanti sono iniziati a gennaio, dopo che la polizia aveva cercato di arrestare un “generale” con l’accusa di corruzione; la violenza aveva ridotto la produzione di circa un milione di barili al giorno, il punto più basso in 30 anni.

Il governo ha poi convinto il gruppo più attivo, i Niger Delta Avengers, a concordare un cessate il fuoco nel mese di agosto, consentendo che la produzione arrivasse a 1,9 milioni di barili al giorno. I Niger delta Avengers, che operano dal cuore del più grande gruppo etnico, il Ijaw, che ha beneficiato più di altri della sanatoria del 2009, hanno ripreso i loro attacchi la scorsa settimana.

Durante il “cessate il fuoco”, poi, è venuto fuori un altro gruppo i Greenland Justice Mandate, che avrebbe agito per conto di gruppi più piccoli lasciati fuori della sanatoria precedente. I due gruppi sono venuti ora alle armi e si si rischia uno scontro tra di loro deleterio perché rischia di piombare di nuovo la produzione petrolifera.