Il Guardian alla “sbarra”

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REGNO UNITO – Londra 05/12/2013. Il 3 dicembre in diretta tv il caporedattore del giornale The Guardian, Alan Rusbridger (origini zambesi) è stato interrogato da alcuni deputati della commissione affari interni.

Nel corso di questo pubblico scambio di vedute in sede istituzionale, Rusbridger ha difeso il lavoro del suo team in relazione alla pubblicazione delle rivelazioni di Snowden, rigettando l’ accusa che gli viene rivolta da agosto, ossia quella di aver messo in serio pericolo la sicurezza del Regno Unito.

Vale la pena di riportare i passaggi chiave di questa audizione.

Le prime domande arrivano dal Presidente della Commissione Keith Vaz (laburista):

KV: Siamo nati entrambi fuori da questo paese, ma io lo amo. Lo ama anche lei

AR: Viviamo in un paese democratico, e la maggior parte delle persone che hanno lavorato in questa storia sono cittadini britannici che amano questo paese. Una delle cose che ci rende patriottici e’ che qui’ esiste la democrazia, questo permette che ci sia una stampa libera e di conseguenza abbiamo anche la libertà di poterne discutere-

KV: Quindi lo avreste  fatto per aiutare a capire cosa succede con questa storia della sorveglianza, non avevate intenzione di  danneggiare la sicurezza del paese?

AR: Ci sono paesi in cui la democrazia non esiste dove i servizi di sicurezza e i politici dicono ai giornalisti cosa devono o non devono scrivere. Questo non accade in GB ed e’ uno dei motivi per cui io amo questo paese. In Gran Bretagna, che non e’ l’ America, abbiamo la libertà di pensare, scrivere, raccontare mantenendo la privacy; il tutto bilanciato dall’attenzione verso la sicurezza nazionale. Le assicuro che al Guardian nessuno ha mai sottovalutato l’ importanza di questo aspetto.

Arriva il turno del conservatore Michael Ellis

ME: E’ consapevole di aver violato l’ articolo 58A del “Terrorism Act” in materia di pubblicazione generalità di agenti in servizio presso il GCHQ, oltre ai  documenti top secret scambiati tra l’ intelligence britannica e quella statunitense?

AR: Erano documenti segreti.

ME: E’ consapevole che le informazioni personali potrebbero rivelare aspetti quale l’ orientamento sessuale delle persone che lavorano all’interno del GCHQ?

AR: Questa storia dell’orientamento sessuale mi e’ completamente nuova, può approfondire meglio, ne sono piuttosto interessato

ME: Nei 58 mila file che avete ci sono anche questo tipo di informazioni..

AR: Se si va sul sito di Stonewall si possono ricavare lo stesso informazioni sul PrideGCHQ.

ME: Quindi non e’ una novità per lei…Ha causato la pubblicazione di documenti segreti classificati, tenuti al sicuro non per nasconderli al Guardian ma per tenerli fuori dalla portata di persone che potrebbero farci del male. Se tu avessi decrittato il Codice Enigma, durante la seconda guerra mondiale (il matematico James Grime, lo fece e un incrociatore tedesco fu affondato) lo avresti comunicato ai nazisti?

AR: Penso che qualsiasi giornalista sarebbe in grado di fare una distinzione tra le due cose..

Mark Reckless (conservatore): È sicuro spedire pacchi di file crittografati  tramite FedEx?

AR: Le notizie su FedEx erano grossolanamente esagerate, si parlava di decine di migliaia di documenti, tra cui nomi di spie MI5 e MI6, bugie. Era solo del materiale relativo ad una storia, tra l’altro crittografata a livello militare, inviata in modo sicuro e arrivata a destinazione senza problemi, non c’e’ stata alcuna perdita in quel caso.

MR: in una risposta del 7 novembre al deputato conservatore Julian Smith hai dichiarato di non aver pubblicato ne utilizzato le informazioni sul personale della nostra intelligence. Hai aggiunto pero’ che queste informazioni erano state comunicate al New York Times, sbaglio?

AR: Nel momento in cui abbiamo trasmesso il materiale al New York Times abbiamo avvertito il segretario del gabinetto di quello che stavamo facendo, segnalando anche il nome dell’editore del NYT e i suoi contatti.

MR: Ha detto che il materiale dato al Washington Post non era fuori dal vostro controllo, perchè quello dato al NYT lo tenevate d’ occhio?

AR: Il materiale e’ stato consegnato al WP da Edward Snowden nelle mani del giornalista Barton Gellman, mentre quello che condividiamo e’ sotto controllo mio e dell’editore del NYT.

MR: Credo che lei abbia commesso alcuni reati. Ritiene di pubblico interesse che si continui a indagare sul suo operato?

AR: 

Credo che dipenda dalla vostra idea di stampa libera. In America il procuratore generale ha detto che per quanto ha visto finora non intende processare il giornalista Gleen Greenwald. Ha aggiunto che sotto la sua vigilanza non perseguirà mai un giornalista che fa il proprio dovere. Questo mese ho parlato con l’ ex consigliere generale della NSA Stuart Baker. Lui stesso distingue tra ciò che Snowden ha fatto e il lavoro dei giornalisti. Mi ha detto che una volta che le informazioni arrivano nelle mani dei giornalisti, diventano materiale protetto. Personalmente ho già fatto presente il mio pensiero, e cioé che l’ opinione pubblica peserà molto attentamente ogni decisione che prenderete in futuro