Nasce la Guardia Costiera cinese

67

CINA – Pechino – È operativa dal 23 luglio la nuova Guardia costiera della repubblica popolare di Cina.

Pechino è coinvolta in diverse “dispute marittime” con i paesi vicini, la nuova struttura dovrebbe essere uno strumento capace di fornire una risposta adeguata. La Guardia Costiera cinese integra le funzioni di sorveglianza marittima, proprie della guardia costiera esistente che dipende dalla polizia, di controllo sul settore ittico e sull’applicazione della legge doganale anti-contrabbando propria della polizia marittima. Di fatto in essa confluiscono le competenze di precedenti 4 agenzie governative: tra le nuove competenze spicca quella del controllo del confine marittimo cinese. L’agenzia potrà «disporre di attrezzature adeguate ai suoi nuovi compiti capaci di individuare e gestire rapidamente le situazioni che  coinvolgono gli interessi marittimi della Cina» si legge nella rivista delle forze armate cinesi. Le tensioni marittime vanno dal caso delle Senkaku/Diaoyou, con Tokyo; alle Filippine e Vietnam che hanno accusato Pechino di far valere aggressivamente le sue pretese nel Mar cinese meridionale. Recentemente, gli Stati Uniti hanno rafforzato la cooperazione militare con gli alleati Giappone e Filippine, così come con l’ex avversario della guerra del Vietnam. Stando al servizio sulla rivista militare, la nuova agenzia si occuperà di conflitti nelle acque contese in base alla legge cinese, cioè  «mostrare alla comunità internazionale che la Cina ha competenza indiscutibile sulle acque». La Guardia Costiera di Pechino avrà 11 squadre e più di 16mila uomini, stando a diverse fonti stampa locali. I mezzi proverranno dalle unità navali dei 4 corpi soppressi e da unità ricondizionate con cannoni e mitragliere che la rendono0, de facto, la più grande guardia costiera dell’Asia. 

Unità della nuova Guardia Costiera si sono già fatte vedere nelle acque delle Diaoyou dal 23 luglio creando sconcerto nelle unità giapponesi le cui autorità temono una escalation nel settore.