Il limbo di Guantanamo

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USA – Washington 6/5/13. Liberali o mettili sotto processo. Così afferma una petizione al presidente degli Stati Uniti Barack Obama sui prigionieri detenuti a Guantanamo, incarcerati e in un limbo giuridico da oltre un decennio.

La petizione, lanciata dall’ex procuratore capo militare  di Guantanamo Col.Morris Davis, è stata firmata da più di 137.400 persone ed ha lo scopo di definire il destino dei sospetti terroristi rinchiusi nella prigione degli Stati Uniti sulla punta orientale di Cuba.

In carcere a Guantanamo, i prigionieri cercano di attirare l’attenzione con uno sciopero della fame senza precedenti. Il 6 maggio, lo sciopero della fame è entrato nel suo quarto mese. Dal 3 maggio, il numero dei detenuti che non si cibano è salito a 100 su un totale di 166, come hanno comunicato i funzionari della prigione. Di questi, 23 ormai sono alimentati forzatamente e tre sono ricoverati in ospedale, anche se non in pericolo di vita, ha detto il portavoce del carcere T. Col. Samuel House.

Secondo gli avvocati difensori dei detenuti, ci sarebbero in realtà 130 scioperanti e alcuni di loro rifiutano il cibo dal 6 febbraio. Dei prigionieri che ancora sono nel carcere militare, più della metà, 86, dovrebbero essere rilasciati, alcuni di loro attendono da cinque anni.

Lo stesso Obama si è chiesto come siano questi uomini finiti in una “terra di nessuno” a Cuba.  Clive Stafford Smith, avvocato di 15 detenuti, ha detto che molti dei prigionieri sono stati catturati in Afghanistan o in Pakistan e poi «venduto agli americani in cambio di una ricompensa».

L’ex procuratore Davis ha ricordato che egli stesso ha provveduto a far liberare tre detenuti perché non colpevoli e a farli mandare a casa nei loro paesi. L’amministrazione Obama, e quella Bush, ha liberato 86 dei detenuti attualmente detenuti a Guantanamo, trovandoli non colpevoli di di essere né combattenti né criminali di guerra. Dei restanti 80, circa la metà non può essere sottoposta a giudizio per mancanza di prove.