GRECIA. Erdogan e Mitsotakis parlano al telefono di UE e COVID-19

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I leader di Grecia e Turchia si sono parlati per telefono il 26 giugno, riporta l’ufficio del primo Ministro greco, ripreso da Ap, dopo mesi di crescenti tensioni tra i due Paesi. «Il primo Ministro greco Kyriakos Mitsotakis e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan si sono concentrati sulle conseguenze della pandemia di coronavirus e sulle questioni relative alla riapertura delle frontiere e alle visite turistiche dopo la fine dei blocchi scatenati dal virus», ha detto l’ufficio di Mitsotakis. I due «hanno accettato di mantenere aperti i canali di comunicazione bilaterali», prosegue poi il comunicato.

La tensione tra i due vicini e alleati della Nato è stata alta negli ultimi mesi. La Grecia ha accusato la Turchia di usare i migranti per fare pressione sulla Grecia, dopo che Ankara ha dichiarato alla fine di febbraio che i confini della Turchia verso l’Unione europea erano aperti a tutti coloro che volevano attraversarli. Migliaia di migranti si sono riuniti al confine tra Turchia e Grecia, chiedendo di potervi entrare. Scene simili non hanno avuto luogo al confine tra la Turchia e la Bulgaria, membro dell’Ue.

La Grecia e la Turchia sono anche ai ferri corti per quanto riguarda i diritti di esplorazione di petrolio e gas nel Mediterraneo e le questioni territoriali nel Mar Egeo che dividono i due Paesi. I due paesi sono arrivati sull’orlo della guerra tre volte dalla metà degli anni Settanta. Inoltre sono anche salite le tensioni per l’”occupazione” turca di un ansa del fiume Evro, appartenente alla Grecia.

I due leader non hanno discusso nulla in merito alle dispute, ma hanno convenuto che il livello di tensione era troppo alto e che una comunicazione diretta al più alto livello sarebbe stata utile e avrebbe dovuto continuare. Le discussioni si sono concentrate su colloqui più ampi all’interno dell’Ue sull’accesso dei cittadini di paesi terzi quando le frontiere si aprono ai turisti. La Grecia non si oppone in linea di principio a sostenere l’inclusione della Turchia nella lista dei paesi che avrebbero accesso ai paesi Ue.

Anna Lotti