GRECIA. Atene impone sanzioni per la trasformazione di Hagia Sophia

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La Grecia intende imporre sanzioni contro la Turchia per la sua decisione di trasformare il simbolo di Istanbul Hagia Sophia in una moschea. Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha consegnato il controllo amministrativo della Hagia Sophia al più alto organo religioso dello Stato turco lo scorso venerdì, dopo che il più alto tribunale amministrativo del Paese ha annullato un decreto del 1934 che ha convertito il sito da moschea a museo.

«Erdoğan ha commesso un errore storico, un errore che crea una lacuna, spero non venga colmata (…) La Grecia condanna questa azione e farà tutto ciò che è in suo potere perché abbia conseguenze per la Turchia», ha dichiarato il portavoce del governo greco Stelios Petsas, ripreso da Greek City Times.

Petsas ha detto che «tutto è sul tavolo e la possibilità di sanzioni non solo dall’Europa ma anche da organizzazioni internazionali, come l’Unesco (…) Chiunque violi il diritto internazionale deve capire che per questo comportamento delinquenziale ci sono sanzioni che fanno male (…) La questione di Hagia Sophia è una questione internazionale. L’unica cosa certa è che un tale comportamento delinquenziale e un tale grande insulto dovrebbero avere una risposta simile», senza fornire ulteriori dettagli sulla natura delle sanzioni previste sul patrimonio mondiale protetto dall’Unesco.

Hagia Sophia, costruita originariamente come cattedrale dell’Impero Romano d’Oriente nel 537, fu trasformata in moschea dopo la conquista ottomana di Istanbul il 29 maggio 1453 e poi in museo nel 1935, nei primi anni successivi alla fondazione della repubblica di Turchia. Recentemente, Erdoğan ha più volte suggerito di trasformarla in una moschea funzionante per soddisfare una richiesta degli islamisti turchi, in gran parte per l’ira della Grecia.

Il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis, riporta Greek City Times, provocato dalla decisione di Erdoğan di firmare il decreto per la conversione di Hagia Sophia in moschea, in una dichiarazione scritta ha espresso la condanna inequivocabile della Grecia: «La Grecia condanna fermamente la decisione della Turchia di trasformare Hagia Sophia in moschea. Questa decisione –  e di fatto a 85 anni dalla sua proclamazione a museo – offende il suo carattere universale. È una scelta che offende anche tutti coloro che riconoscono il monumento come una proprietà della cultura mondiale. E, naturalmente, non riguarda solo le relazioni della Turchia con la Grecia. Ma anche i suoi rapporti con l’Unione Europea, l’Unesco e la comunità globale nel suo complesso. È un peccato che la leadership turca, che ha lavorato per l’Alleanza delle civiltà nel 2005, stia ora scegliendo di muoversi nella direzione opposta».

Tommaso dal Passo