30 aprile 2017: giorno dell’ intesa sui giochi. Parola di Baretta

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Intesa sui giochi d' azzardo

Pier Paolo Baretta è assolutamente convinto che la trattativa relativa al riordino del gioco ed ai casino online in italia si possa concludere a breve: uno degli scogli che ancora si erge e che è da by-passare, è trovare un equilibrio sulla collocazione dei punti di gioco sul territorio. I protagonisti di questa trattativa si sono dati ancora qualche settimana per raggiungere l’intesa che presumibilmente arriverà il prossimo 30 aprile 2017. Il sottosegretario, d’altra parte, non vuole “andare in Conferenza” senza poi concludere definitivamente l’intesa, cosa che è assolutamente deciso a concretizzare nell’interesse di tutti i partecipanti.

Ovviamente, a questo punto, non si tratta di qualche settimana in più od in meno: l’importante è arrivare ad un accordo sul riordino poiché negli ultimi anni il volume del gioco è cresciuto non solo nelle dimensioni economiche, ma anche proprio come offerta del prodotto che è alquanto esagerata e troppo presente sul territorio. Offerta che, oltre ad essere effettivamente eccessiva, è poco omogenea e che ha causato, appunto per questa “troppa presenza” fenomeni sociali come il gioco problematico, toccando individui particolarmente sensibili ed influenzabili che non hanno saputo ìresistere al richiamo dell’euforia del gioco, vedendo nelle eventuali, possibili vincite una soluzione, magari, ai propri problemi della quotidianità.

Sono discorsi che ormai sono triti e ritriti, ma che bisogna forzatamente affrontare per non arrivare a derive peggiori, ad uno scontento generale dei normali cittadini, ad un territorio che troppo risente di queste attività non regolamentate nel modo più consono e sopratutto nazionale. In più, si vanno a constatare iniziative da parte degli Enti Locali differenziate da Regione e Regione e questo sta creando un “caos totale” sul territorio.
Indubbiamente, la scelta (un po’ tardiva, si potrebbe dire) del Governo di ridurre le apparecchiature del 30% e di dimezzare, in un triennio, il numero dei punti gioco, può sembrare una soluzione per disincentivare i giocatori “accaniti”, anche se questo non accontenta ancora gli Enti Locali che si sono trovati a fronteggiare ìil fenomeno del gioco d’azzardoî sui propri territori. … lapalissiano che ora il Governo si trova dinnanzi al dilagare del gioco, ereditando una situazione del “passato” quando è stato deciso di liberalizzare le “famigerate macchinette” con un fine inizialmente nobile come quello della ricostruzione in Abruzzo.

La conseguenza di questa eredità non può essere che quella che oggi sta intraprendendo l’attuale Esecutivo della riduzione dell’offerta e della rinuncia ad una parte degli introiti per l’Erario, cosa che è stata ampiamente discussa nelle sale del potere che ha dovuto essere accettata per la salvaguardia dell’italico suolo. Anche se, ovviamente, si deve capire che le entrate dei giochi e dei casino online legali sono assolutamente “importanti perché” vanno nel bilancio generale, ma non sono finalizzate ad uno scopo specifico e lo Stato dovrà studiare questa inversione di tendenza relativa alla diminuzione del gioco (e quindi delle sue risorse) e provvedere in altro modo.

Nel frattempo sono stati stanziati 50 milioni di euro, già distribuiti alle Regioni, per affrontare le problematiche del gioco sul territorio, danaro che non è in ogni caso sufficiente e che dovrà essere rafforzato in qualche modo: l’importante, oggi, è il dialogo con i Comuni poiché il Governo non vuole prendere provvedimenti senza un’intesa con gli Enti Locali, conoscitori profondi di tutto il territorio italico.

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