Giornalisti sotto processo in Giordania

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GIORDANIA – Amman 15/07/2015. Le autorità giordane starebbero limitando la libertà dei media, arrestando e accusando i giornalisti in base alla vaga normativa antiterrorismo vigente nel paese.

Secondo Human Rights Watch, il caso più recente è avvenuto l’8 luglio 2015: le autorità hanno arrestato Ghazi al-Marayat, un giornalista quotidiano governativo al-Rai, sostenendo una violazione di un silenzio stampa avvenuta pubblicando dettagli di un attentato terroristico sventato. È stato in arrestato per quattro giorni grazie a una disposizione vaga presente nella legge antiterrorismo, ed è stato rilasciato su cauzione; resta però a suo carico il procedimento penale. Il giornale ha detto di non aver ricevuto comunicazione scritta dell’ordine di non pubblicazione quando ha pubblicato l’articolo. Le autorità hanno diffuso diversi ordini bavaglio alle agenzie di stampa attraverso la commissione dei media dello stato, fino ad oggi. La detenzione di un giornalista di inchiesta in base ad un suo articolo sembra violare l’articolo 42, riporta Hrw, legge giordana sulla Stampa e Pubblicazioni, che vieta la detenzione cautelare per gli operatori dei media, riporta Human Rights Watch. In un altro caso, Jamal Ayoub, un giornalista freelance, è in carcere dal 22 aprile per aver scritto un articolo fortemente critico della campagna saudita di bombardamenti sullo Yemen. Human Rights Watch riporta che il giornalista è sotto processo davanti alla Corte di sicurezza dello Stato per «disturbo delle relazioni con uno Stato estero» in base alla legge anti terrorismo. L’avvocato ha detto che il tribunale ha respinto numerose richieste di cauzione. Nel 2015 gli episodi rivelati da Hrw sono molteplici e tutti collegati alla pubblicazione di servizi aventi come oggetto notizie o operazioni contro lo Stato Islamico. L’articolo 15 della Costituzione giordana garantisce la libertà di espressione.