GIORDANIA. Golpe sventato? Amman smentisce

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Il Palazzo reale di Giordania ha negato le voci di un colpo di Stato, affiorate dopo che re Abdullah, la scorsa settimana, ha sollevato i suoi fratelli dai ruoli militari di vertici, con una grande ristrutturazione.

Nel comunicato del Palazzo, ripreso da PressTv, si minacciano misure legali contro coloro che continuassero a propagare «menzogne e false pretese» allo scopo di inserire un cuneo tra la famiglia reale e i cittadini giordani: «Queste notizie falsificate diffuse di recente hanno lo scopo di minare la Giordania e le sue istituzioni», recita il comunicato.

Il 26 dicembre, il monarca giordano aveva detto che i suoi fratelli Principe Ali e Principe Faisal e suo cugino, il Principe Talal, sarebbero stati “dimessi” grazie ad una riorganizzazione della gerarchia e della struttura delle forze armate. Il principe Faisal era capo dell’Aviazione reale e vice Capo di stato maggiore, mentre il principe Ali era stato responsabile per anni delle guardie reali incaricate della protezione del re. Talal Bin Mohammad, ufficiale uscito dall’accademia militare britannica di Sandhurst, ufficiale delle forze speciali d’élite, è stato anche allontanato dai suoi incarichi; tutti e tre hanno ricevuto promozioni onorarie. Nei giorni scorsi erano fioccate le notizie secondo cui i tre principi stavano organizzando un colpo di Stato in collaborazione con la leadership degli Emirati Arabi Uniti e dell’Arabia Saudita. Amman ha smentito categoricamente simili notizie.

Una fonte dell’esercito giordano, ripresa dall’emittente iraniana, ha detto che la decisione del re è stata motivata dal suo desiderio di dare l’esempio che la famiglia dirigente hashemita non era al di sopra della legge, giustificando, così, il licenziamento di decine di generali dell’esercito.

Il piano di ristrutturazione mira a riorganizzare l’esercito di 120.000 soldati, tagliando i costi e creando una forza più snella ed efficace, meglio equipaggiata per la guerra moderna contro i gruppi terroristici, ha detto re Habdallah (nella foto), egli stesso comandante delle forze speciali d’élite.

Lucia Giannini