Amman in panne

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STATI UNITI D’AMERICA – Washington 03/04/2016. La Giordania è in crisi economica e sociale, oltre che di sicurezza.

Un recente studio del Washington Institute ha lanciato l’allarme su Amman, per la pressione sulla Giordania, alla luce dei grandi oneri legati alla presenza di circa un milione e un milione e mezzo di rifugiati siriani, alla crescente sfida alla sicurezza sui confini, dove le forze di sicurezza contrastano i tentativi di infiltrazione e di contrabbando di armi da parte dei militanti islamici.
Il rapporto, pubblicato il 1 aprile, riporta che «la Giordania si è trovata di fronte a un grande dilemma che si riassume nelle decine di migliaia di rifugiati siriani arrivati nel paese (…) La pressione crescente da parte dei rifugiati legata alle scarse risorse in Giordania, così come alle corrispondenti misure di austerità può far nutrire sentimenti destabilizzanti anti-regime».
Secondo Erem New, nel rapporto si sottolinea ha sottolineato che «i rifugiati siriani, attualmente pari a circa 1,4 milioni di persone, costituiscono un’importante fonte di instabilità nel regno, in quanto meno della metà dei rifugiati che si trovano in Giordania sono registrati nei campi Unhcr e meno del 10% di loro vive nei campi profughi (nella foto), il resto è diffuso in tutto il paese (…) I rifugiati, che costituiscono il 13 per cento della popolazione della Giordania, rappresentano un onere significativo per l’economia debole della Giordania. Nel 2015 ospitare i profughi ha avuto costi equivalenti al 17,5% del bilancio del paese».
Inoltre, l’Istituto afferma che: «La sicurezza in Giordania è fonte di crescente preoccupazione. Anche se l’esercito sta lavorando in modo efficace per evitare infiltrazioni e per il controllo dei confini, ci sono prove che un certo numero di rifugiati è rimasto affascinato dall’ideologia dell’organizzazione Daesh, e in alcuni studi si indica che circa tremila giordani si sono uniti ai combattimenti in Siria. Inoltre, sembra che altri fattori stanno aumentando, come ad esempio gli incidenti e gli arresti legati al terrorismo per la presenza di cellule dormienti Daesh».
In tali pressioni, il Washington Institute chiede di far pressione sugli alleati europei e arabi, al fine «di aiutare il bilancio annuale investendo nei progetti infrastrutturali esistenti in Giordania».