GIBUTI. Pechino investe Bab el Mandeb

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Pechino intende investire pesantemente a Gibuti, nel Corno d’Africa. Gli investitori cinesi hanno messo gli occhi sulla riva della penisola di Ras Siyyan nello stretto di Bab-el-Mandeb, che significa “Porta del dolore” in arabo. Il distretto, che la Cina intende sviluppare, si trova tra il Mar Rosso e il Golfo di Aden.

La Cina sta costruendo lì la sua struttura militare a Gibuti per combattere i pirati in questa regione; e la base si trova a soli 20 chilometri dall’isola yemenita di Perim.

C’è anche un progetto per un hotel di lusso sempre a Bab-el-Mandeb e in un’altra parte della penisola, verrà costruito un aeroporto. Un fattore importante che rende interessante questa zona è che la vicina Baia di Tadzhur è un luogo dove si trovano gli squali balena durante la stagione riproduttiva, rendendo le acque di Gibuti uno dei luoghi migliori del mondo per osservare questo tipo di vita marina.

Gibuti sta già raccogliendo alcuni vantaggi dalla presenza della Cina: un acquedotto transfrontaliero dall’Etiopia, costruito con la partecipazione cinese, fornirà acqua fresca a residenti locali e turisti stranieri; questo mese è previsto il completamento di un porto multifunzionale su cui le aziende cinesi hanno investito miliardi di dollari.

Il porto è collegato, dal gennaio 2017, tramite una ferrovia all’Etiopia e da lì verso la maggior parte dei paesi dell’Africa orientale.

La costruzione di una struttura militare cinese a Gibuti è un ulteriore fattore di sicurezza per gli investimenti della Cina nell’economia e nell’infrastruttura del piccolo paese. La costruzione sarà completata alla fine di quest’anno e avrà un ruolo importante nella protezione della crescente presenza economica della Cina a Gibuti e in tutta l’Africa.

Gli investitori cinesi hanno versato 400 milioni di dollari nelle casse di Gibuti per costruire un porto commerciale e sviluppare una zona di libero scambio nella regione. Oltre a rafforzare la presenza navale della Cina nel Mar Rosso, nel Golfo di Aden e nel Mar Arabico, la base servirà probabilmente come sede principale per circa 2200 soldati cinesi dislocati in Africa nell’ambito delle operazioni di mantenimento della pace.

Luigi Medici