Yakuza in affanno

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GIAPPONE – Tokyo 23/09/2015. La mafia giapponese vive giorni terribili al limite della sopravvivenza dopo una serie di irruzioni de sequestri di beni effettuati dalla polizia nipponica anche nel quartier generale della più grande organizzazioni malavitosa del paese.

La sede della Yamaguchi-gumi e dei suoi sottogruppi a Tokyo, Kobe (ovest) e Nagoya (centrale) hanno ricevuto la visita della polizia che ha sequestrato materiale e fatto numerosi arresti. La Yamaguchi-gumi è l’organizzazione criminale con il più alto reddito del mondo, è stata fondata a Kobe nel 1905 e alla fine di agosto ha tagliato molti rami, cioè ha eliminato 13 dei suoi gruppi sussidiari. Il colpo, unito alle continue irruzioni della polizia e alla diversa percezione sociale la stanno mettendo in seria e profonda crisi, riporta l’agenzia Efe.
La Yamaguchi-gumi aveva 72 capibanda che guidavano altrettanti gruppi criminali. Tra gli allontanati dalla Yamaguchi-gumi, ci sono alcuni dei più grandi gruppi, riporta l’Asahi Shimbun, come la Yamaken-gumi, che conta circa 2.000 membri, il Takumi-gumi e la Kyoyu-kai, tutti e tre con sede nella regione del Kansai. Le nuove leggi in vigore dal 2011 impediscono alla yakuza di avere conti bancari e penalizzano le aziende colluse con queste organizzazioni; la legge giapponese permette ai gruppi yakuza di esistere fino a quando non sono “violenti” o entrano in “conflitto” tra di loro; li obbliga ad avere la propria sede finanziaria, a
registrare i propri gruppi sussidiari, in modo che possano essere regolati. Se fino a 30 anni fa, la yakuza era profondamente radicata nella società, ora ha difficoltà ad attirare nuovi membri e negli ultimi anni i reati commessi da giovani apprendisti, i “chimpara” ne hanno ridotto l’attività. I settori più redditizi per la mafia giapponese sono l’edilizia, i prestiti con tassi di interesse astronomici, la frode fiscale, la sicurezza privata, i divertimenti notturni, la prostituzione e le scommesse clandestine su baseball e sumo. Nel 2014, la Yamaguchi-gumi contava circa 23.400 membri, quasi la metà dei 53.300 membri riconosciuti della yakuza in tutto il Giappone, cifra assai lontana dai 180.000 presenti degli anni Sessanta, secondo i dati della polizia. Per la Efe non è molto probabile, al contrario di quanto afferma Asahi Shimbun, che i gruppi allontanati intendano ora affrontare una sanguinosa guerra tra bande come quella che scoppiò nel 1984, lasciando 25 morti e 70 feriti, perché nuovi conflitti attirerebbero una maggiore attenzione delle autorità, contraria agli interessi di tutti i gruppi, ed è più probabile, ritengono gli esperti sentiti da Efe, che decidano di rinegoziare e distribuire le loro aree di influenza e di attività.