GIAPPONE. Tra Curili e Pearl Harbour, la politica nipponica della riconciliazione

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di Antonio Albanese GIAPPONE – Tokyo 22/12/2016. Il primo ministro giapponese Shinzo Abe, il 20 dicembre, ha detto che vuole visitare la Russia all’inizio del prossimo anno per «accelerare lo slancio», costruito con il presidente russo Vladimir Putin la scorsa settimana per risolvere la disputa territoriale e la firma del trattato di pace ancora non firmato dopo la Seconda guerra mondiale. In un discorso a Tokyo, Abe si è scagliato contro le critiche sui pochi progressi fatti nei colloqui con Putin, dicendo che i giapponesi potrebbero ancora vivere sulle isole al centro della disputa territoriale a seguito delle future attività economiche congiunte. «È profondamente commovente che siamo stati in grado di fare un passo importante verso la conclusione del trattato di pace come risultato dei nostri colloqui», ha detto Abe ripreso dal Maninichi Shimbun.

Durante il loro vertice, i leader non sono riusciti a superare le divergenze sulla sovranità delle isole Curili rivendicate dal Giappone, prese dall’Unione Sovietica dopo la resa del Giappone nel 1945. Abe ha difeso i progressi compiuti, tra cui un accordo attività economiche congiunte «senza precedenti a livello internazionale» sulle isole in un sistema che non compromette la posizione legale di entrambi i paesi. «Il potenziamento dei legami economici potrebbe apparire come un rinvio, ma è una scorciatoia per la firma del trattato di pace», ha detto Abe.

«Se le attività congiunte saranno realizzate, i giapponesi potrebbero fare molte visite alle isole e vivere lì, e con fiducia, possiamo fare delle isole un posto di coesistenza, piuttosto che di scontro (…) Non c’è modo per risolvere il problema isole se non immaginando un futuro in cui la gente del Giappone e la Russia vivano insieme», ha aggiunto il premier nipponico.

In un sondaggio dell’agenzia Kyodo, il 54,3 per cento degli intervistati ha giudicato negativamente i colloqui, mentre il 38,7 per cento positivamente.

Abe ha anche detto che la sua imminente visita con Barack Obama a Pearl Harborn «mostrerà il grande potere della riconciliazione nel mondo»; Abe dovrebbe visitare il sito e tenere il suo ultimo vertice con Obama durante un viaggio di due giorni alle Hawaii la settimana prossima.