GIAPPONE. Toshiba vende il settore dei microchip

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La Toshiba sta vendendo la sua più preziosa attività per cercare di riparare i danni successivi dopo le perdite colossali legate alla gestione della sua controllata Westinghouse.

Toshiba, uno dei più antichi conglomerati tecnologici del Giappone, ha detto che avrebbe ceduto la sua divisione microchip; l’azienda produce i “cervelli” di milioni di smartphone, fotocamere digitali e altri dispositivi; il settore è stato il più grande contributore ai profitti di Toshiba in questi ultimi anni.
I danni per Toshiba potrebbero ammontare tra i 4 e i 7 miliardi di dollari, abbastanza per mettere a rischio il futuro di Toshiba. Le banche hanno prestato le somme in modo che l’azienda possa pagare i suoi conti, ma anche così Toshiba, società di 140 anni, potrebbe crollare, riporta Asahi Shimbun. Toshiba non ha ancora deciso quanta parte avrebbe venduto e che deve completare il processo entro il 31 marzo, termine del suo anno fiscale. Il business dei semiconduttori potrebbe valere tra i 1,5 miliardi e 2 trilioni di yen, se Toshiba vendesse tutto. Uscire dai semiconduttori priverebbe Toshiba di un cruciale flusso di entrate. La Canon, società che utilizza i chip di Toshiba nei suoi prodotti, e ha già comprato un produttore di dispositivi medici scorporati da Toshiba nel 2015.

Altri potenziali acquirenti sono Western Digital, società americana di semiconduttori, che lavora con Toshiba in alcune aree; Tokyo Electron, una società giapponese che produce attrezzature per le fabbriche di semiconduttori; e la Foxconn di Taiwan.

Luigi Medici