GIAPPONE. Tokyo punta sulla Cyber Defence contro Pechino

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Molti aspetti delle priorità di sicurezza nazionale del Giappone per il 2020 si possono trovare nel documento pubblico Defense Programs and Budget of Japan – Overview of FY2020 Budget Request in cui meritano di essere viste le parti che si occupano di questioni informatiche. La sicurezza nazionale del Giappone è ora orientata ad affrontare le minacce provenienti dai suoi vicini, con la Cina in primo piano e un rischio minore presentato dalla Corea del Nord. Nella sua ultima richiesta di budget, il ministero della Difesa nipponico vuole che le Self Defence Forces abbiano le risorse per operazioni trasversali. 

Come riporta il blog 21stcenturyasianarmsrace viene previsto il potenziamento delle risorse per la lotta contro gli attacchi cyber e la sicurezza delle reti rientra nella sezione “Priorità per il rafforzamento delle capacità necessarie per le operazioni intersettoriali“. La Difesa giapponese li descrive come «una capacità di difesa, che fonde organicamente le capacità nello (…) spazio, nel cyberspazio e nello spettro elettromagnetico (…) in grado di condurre in modo sostenuto attività flessibili e strategiche durante tutte le fasi, dal tempo di pace alle contingenze armate». Quando la Difesa cita le contingenze armate, queste significano una vera e propria guerra che può scoppiare con un avversario straniero.

Attraverso l’utilizzo dell’espressione “Capabilities in Cyber Domain”, il Ministero nipponico elenca quattro richieste o priorità. In primo luogo, il Cyber Defense Group prevede incrementi di personale da 220 a 290 persone; in secondo luogo, verrà acquistato un “Cyber Information Gathering System” con tanto di intelligenza artificiale. Per quanto riguarda la seconda richiesta, ls Difesa prevede una potente IA come firewall e strumento analitico per l’analisi e la valutazione delle e-mail dannose. 

La terza richiesta è “sviluppare una CyberWorkforce” con l’aiuto del Cyber Command degli Stati Uniti e organizzare corsi ed esercitazioni per operazioni di wargaming cyber. In quarto luogo, la Difesa vuole un “Defense Information Infrastructure” sicuro contro gli attacchi informatici.

L’ultima richiesta è la più costosa, un totale di 816 milioni di dollari. Un dettaglio intrigante nel “Capabilities in Cyber Domain” è il sistema di raccolta delle informazioni per analizzare «tattiche, tecniche e procedure di attacchi informatici contro il MOD», il cui prezzo ha raggiunto i 220 milioni di dollari.

Le richieste di budget della Difesa non sono mai definitive e alcuni sforzi potrebbero richiedere anni per essere portati avanti. Ma l’enfasi posta sugli strumenti per la raccolta di informazioni, le reti di informazione e la guerra elettronica rivela come Tokyo preveda il suo ambiente di minaccia negli anni a venire. Quando si parla di dominio cyber si intende lo spionaggio e le operazioni di intrusione in Cina, che sono la più grande preoccupazione del Giappone. L’esercito cinese ha una propria unità di hacking che opera sotto un comando Signal intelligence, Sigint, ma il suo lavoro noto è lo spionaggio informatico piuttosto che attacchi informatici dirompenti alle infrastrutture e alle reti critiche di un avversario.

Come gli hacker militari cinesi, il Cyber Defense Group nipponico è sotto il controllo di una brigata Sigint, ma con la missione specifica di proteggere le reti di comunicazione delle forze armate nipponiche. Ma vista la richiesta di 70 nuovi elementi in futuro potrebbe essere previsto anche un ruolo offensivo piuttosto che solo difensivo. 

Luigi Medici