GIAPPONE. Tokyo mette in orbita il suo primo satellite militare TLC

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di Antonio Albanese GIAPPONE – Tokyo 26/01/2017. Il Giappone ha lanciato il suo primo satellite di comunicazioni militari per aumentare la capacità di banda larga delle Self Defence Forces andando a coprire anche isole lungo il bordo meridionale del Mar Cinese Orientale.

Durante il governo del primo ministro Shinzo Abe, le forze armate nipponiche, e l’esercito in particolare, sta operando in scenari sempre più lontani dalla madrepatria e Tokyo sta assumendo un ruolo maggiore nell’area per contrastare la crescente attività militare di Pechino nella regione. Il satellite è decollato dal Tanegashima Space Center a bordo di un razzo H-IIA il 24 gennaio ed è entrato con successo nell’orbita, riporta Reuters.
Il satellite è uno dei tre previsti satelliti di banda X, che intendono quadruplicare la capacità della banda larga, unificare la rete di comunicazione oggi spezzata e “affaticata” e consentire la comunicazione tra più territori. Giappone e Cina si confrontano nel Mar Cinese orientale sulle isole Senkaku per il Giappone, Diaoyu per la Cina. I due paesi si stanno confrontando sullo sfruttamento dei giacimenti di gas presenti nelle zone economiche esclusive rivendicate sia da Tokyo che da Pechino. Il Giappone è allarmato dal recente aumento dell’attività militare cinese nella zona, ritenuto un segno della volontà cinese di estendere la sua influenza militare sul Mar Cinese Meridionale e vissuto come una sfida al predominio marittimo statunitense nell’area.

Tra aprile e dicembre 2016, il Giappone ha fatto decollare 644 volte i suoi intercettori per contrastare i velivoli cinesi che si avvicinavano allo spazio aereo giapponese, quasi il doppio delle 373 volte del 2015, secondo i dati del ministero della Difesa del Giappone.

A dicembre 2016, poi, l’unica portaerei della Cina, la Liaoning, assieme alla sua squadra, è passata tra le isole giapponesi del sud-ovest di Mikado e Okinawa nel Pacifico, per quello che la Cina ha descritto come manovre di routine.

Il lancio del satellite segna la ripresa di un programma bloccato lo scorso anno da un incidente: il primo dei tre satelliti, che doveva andare nello spazio dal porto spaziale europeo nella Guyana francese, è stato danneggiato durante il trasporto dal Giappone alla base di lancio.