Tokyo e Taipei litigano per Okinotori

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TAIWAN – Taipei 28/04/2016. Tensione fra Taipei e Tokyo per il sequestro di un peschereccio di Taipei il 25 aprile.

Il peschereccio poi è stato liberato dopo il pagamento di una multa, pari a 6 milioni di yen. L’accusa mossa al peschereccio e al suo equipaggio misto, sino-indonesiano, era di pesca abusiva in acque giapponesi. La Guardia costiera nipponica aveva bloccato il Dong Sheng Jye a 278 chilometri a sud ovest di isola giapponese di Okinotori. Il presidente Ma Ying-jeou ha condannato il sequestro negando che il peschereccio stesse pescando in acque giapponesi. Ha poi aggiunto che l’isola di Okinotori è costituita da sole due barriere di pochi metri quadrati e che le Nazioni Unite debbono ancora determinare esattamente se possa essere definita un’isola e quindi all’interno della pretesa zona economica esclusiva di 200 miglia nautiche. Il ministero degli Esteri di Taiwan sostiene che le acque intorno l’atollo sono oggetto di disputa e che il Giappone dovrebbe rispettare i diritti di pesca e di passaggio di altri paesi. I membri di diverse associazioni della pesca di Taiwan hanno protestato al di fuori dell’ufficio di rappresentanza del Giappone a Taipei il 27 aprile. Okinotori Island si trova a 1.740 chilometri a sud di Tokyo; ed è composta da due scogliere che sono sommerse durante l’alta marea. Il Giappone ha utilizzato una barriera di cemento per alzare una delle barriere sopra l’acqua e sostiene che le scogliere siano un’isola e parte del territorio giapponese; sostiene inoltre, che sussiste una zona economica esclusiva del Giappone intorno Okinotori da 12 a 200 miglia nautiche, scatenando le proteste di Cina, Taiwan, Corea del Nord e Corea del Sud.