Giappone. Passa la legge sulla sicurezza

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GIAPPONE – Tokyo 16/07/2015. La Camera bassa della Dieta nipponica ha approvato la nuova legge sulla politica di difesa del Giappone il 16 luglio.

Nonostante le enormi proteste popolari e la caduta dai popolarità del primo ministro Shinzo Abe, riporta Channelo News Asia, la legge è passata con l’Aventino dell’opposizione che ha abbandonato l’aula. Abe ritiene che una postura di sicurezza più audace, approvata da Washington, sia essenziale per competere con le nuove sfide che il paese ha davanti, come quelle poste da una Cina in ascesa.
Gli oppositori dicono che le revisioni potrebbero far partecipare il Giappone nei conflitti guidati dagli Usa in tutto il mondo violando l’articolo 9 della costituzione giapponese post bellica. I provvedimenti ora dovranno andare alla Camera alta, e se non sarà sottoposta a votazione dopo 60 giorni saranno restituiti alla Camera, e la coalizione di Abe li potrà far passare con una maggioranza dei due terzi. Abe dice una posizione di sicurezza più audace, accolto da alleato di Washington, è essenziale per affrontare le nuove sfide, come quelli di una Cina in ascesa. Abe, tornato al potere nel 2012 promettendo di rafforzare le difese del Giappone e di riavviare l’economia, ha visto calare il suo gradimento a circa il 40 per cento proprio per la legge sulla difesa. La parabola di Abe, afferma Channel News Asia, ricorda quella del nonno, Nobusuke Kishi, ministro del governo in tempo di guerra e premier nel triennio 1957-1960. Kishi si dimise il 15 luglio 1960 a causa delle proteste pubblico sul patto di sicurezza nippo-americano. Inoltre, anche se il rating di Abe sarà danneggiato, è probabile che il suo governo sopravviva e ottenga la rielezione a settembre per un altro mandato di tre anni, vista la debole opposizione dentro e fuori il Partito liberal-democratico. Le modifiche, riflesso delle nuove linee guida della cooperazione di difesa tra gli Stati Uniti e il Giappone, potrebbero anche ampliare le possibilità per il Giappone di fornire supporto logistico militare ai paesi amici, le operazioni di mantenimento della pace e rendere più facile rispondere agli incidenti catalogabili nella indefinita zona tra la minaccia alla sicurezza e la guerra.