GIAPPONE. Olimpiadi 2020 e divieto fumo

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Il ministero della Salute nipponico sta considerando la proibizione del fumo nelle aree pubbliche per contribuire alla battaglia contro il fumo passivo in linea con lo standard globale per le Olimpiadi di Tokyo 2020.

Stando a Japan Times, non è ancora chiaro come potrà concretizzarsi il bando vista la resistenza di alberghi, ristoranti, industrie che si rivolgono ai fumatori.

Il ministero sta effettuando la mappatura sulla modifica che spera di presentare alla Dieta all’inizio di marzo. L’emendamento vieterebbe il fumo nelle istituzioni pubbliche, da scuole e ospedali agli uffici comunali, ai ristoranti e agli alberghi. L’attuale legge sulla Tutela della Salute prevede solo che gli operatori di queste strutture debbano “fare sforzi” per prevenire il fumo passivo e non impone nessuna sanzione ai trasgressori.

Per la prima volta verrebbe istituita una multa per i contravventori non ancora determinata, locali separati per i non-fumatori. L’emendamento verrà unito ad un progetto presentato dal ministero ad ottobre 2016 che ha proposto un divieto di fumo a tre livelli nei luoghi pubblici.

Nel progetto, i luoghi frequentati da minori e anziani, come ospedali e scuole, devono essere soggetti a divieti stretti, con la creazione di una zona fumatori.

Regola meno stringente, per uffici comunali, università e stadi, e poi un terzo livello per ristoranti, alberghi, locande e stazioni ferroviarie, con stanze per fumatori separate per ridurre al minimo l’effetto del fumo passivo.

Il divieto di fumare nelle strutture pubbliche è un passo fondamentale del Giappone verso le Olimpiadi di Tokyo nel 2020, secondo il concetto di Olimpiadi Senza Tabacco adottato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dal Comitato Olimpico Internazionale nel 2010.

In un rapporto del 2015, l’Oms ha giudicato lo sforzo del Giappone per sradicare il fumo passivo come uno dei più deboli, citando una mancanza di una legislazione per garantire ambienti senza fumo in luoghi pubblici quali strutture sanitarie, ristoranti e trasporti pubblici.

Graziella Giangiulio