GIAPPONE. Nuovo record di bilancio per la Difesa nipponica

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Il governo nipponico sta valutando se incrementare il bilancio della Difesa per il 2019 per pagare i sistemi missilistici statunitensi e nuovi aerei da guerra stimolato dalle richieste di Washington per aumentare l’acquisto di armi americane. Il ministero della Difesa del Giappone ha rilasciato la proposta di bilancio per l’anno fiscale 2019 il 31 agosto, chiedendo un aumento per la spesa per la difesa del 2,1 per cento portandola a 48 miliardi di dollari per l’anno che inizierà il 1° aprile.

Il bilancio proposto per la Difesa è già stato esaminato dal ministero delle Finanze. Se approvato dal governo nel corso di quest’anno, il bilancio sarà la più grande spesa proposta e inserita nel bilancio militare per la difesa missilistica balistica, riporta Press Tv.

In esso si richiedono fondi per l’acquisto di due nuove e potenti stazioni terrestri di localizzazione radar Aegis Ashore, costruite dall’americana Lockheed Martin Corp, e di sei jet stealth Lockheed Martin F-35. L’esercito cerca anche fondi per acquistare missili intercettori antimissili a più lungo raggio della Raytheon Co SM-3; chiede poi fondi anche per migliorare la gamma e la precisione delle sue batterie di missili PAC-3.

Gli Stati Uniti hanno spinto il Giappone ad acquistare altre attrezzature militari di fabbricazione americana per contrastare quelle che la Corea del Nord definisce minacce. Washington, poi, ha minacciato di imporre dazi sulle importazioni giapponesi di auto per ridurre lo squilibrio commerciale con Tokyo. L’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha abolito alcune restrizioni alla vendita di armi statunitensi per sostenere proprio l’industria americana degli armamenti.

La Casa Bianca ha annunciato lo scorso aprile un aggiornamento della sua politica sul trasferimento di attrezzature militari, proprio per promuovere le esportazioni degli Stati Uniti.

Il nuovo inserimento della minaccia dei missili balistici della Corea del Nord per il Giappone arriva nonostante la promessa di Pyongyang di abbandonare i suoi programmi nucleari e di missili balistici.

Luigi Medici