GIAPPONE. Koizumi jr: abolire il nucleare

69

Il neoministro dell’Ambiente giapponese, appena nominato, ha detto di voler “rottamare” le centrali nucleari, avvertendo della necessità di evitare la ripetizione del disastro nucleare di Fukushima del 2011.

I commenti di Shinjiro Koizumi, stella politica in ascesa e figlio dell’ex primo Ministro Junichiro Koizumi, sono i suoi primi giudizi sulla controversa questione nucleare da quando è stato nominato in un rimpasto di governo lo scorso 11 settembre.

Shinjiro Koizumi sembrava riecheggiare la posizione antinucleare post-Fukushima di suo padre: «Mi piacerebbe pensare a come possiamo eliminare il nucleare, non a come conservarlo», ha detto ai giornalisti quando gli è stato chiesto quali sono i piani del governo per l’energia nucleare. «Saremo finiti se lasciamo che un incidente nucleare si verifichi due volte in un paese. Non sappiamo mai quando avremo un terremoto», ha aggiunto, senza dare ulteriori dettagli.

I commenti non dovrebbero avere un impatto immediato sulla posizione già affermata del governo di allontanarsi lentamente dalla dipendenza dall’energia nucleare, un compito complicato vista anche la notevole dipendenza del Giappone dal carbone. Star dei media nipponici, Shinjiro Koizumi è il terzo ministro più giovane nominato al governo giapponese dalla fine della Seconda guerra mondiale, riporta Asia Times.

Nonostante gli intensi riflettori dei media, è stato timido nell’esprimere le sue opinioni su questioni controverse, compresa la questione dell’energia nucleare. Suo padre è noto per aver spostato drammaticamente la propria posizione sull’energia nucleare da quando si è dimesso dalla politica, verso una posizione di forte opposizione.

Il governo del primo Ministro Shinzo Abe ha dichiarato di voler abbandonare l’energia nucleare, ma prevede di affidarsi pesantemente al settore per gli anni a venire, soprattutto perché lavora per rispettare gli obblighi previsti dall’accordo di Parigi sul clima per ridurre le emissioni di carbonio. Il suo piano più recente prevede che l’energia nucleare fornisca circa il 20-22 per cento del fabbisogno energetico del paese fino al 2030.

Luigi Medici