GIAPPONE. Crolla il Bitcoin dopo la notifica delle Finanze nipponiche

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Il valore del Bitcoin è sceso di oltre il 4 per cento, il 23 marzo, sui principali mercati giapponesi, dopo che l’ente regolatore nipponico ha lanciato un avvertimento sul più grande scambio del mondo di valuta cripto, Binance, sulle sue operazioni senza licenza.

Alle 9.50, riporta l’indiano Economic Times, il valore della valuta digitale più popolare al mondo era di circa 918.800 yen, segnando un calo giornaliero del 4,30 per cento, secondo il nipponico Coincheck.

Il Bitcoin ha cominciato a deprezzarsi il 22 marzo, dopo che il quotidiano Nikkei ha riportato la notizia secondo la quale l’Agenzia giapponese per i servizi finanziari aveva deciso di emettere un avvertimento a Binance, società con sede a Hong Kong, per aver offerto servizi in Giappone senza che questi fossero in conformità con le normative necessarie, riporta Efe.

L’autorità di regolamentazione finanziaria di Tokyo, il 23 marzo, ha pubblicato una dichiarazione che conferma l’emissione di un avvertimento a Binance «per aver operato senza essere registrato», fatto che viola le decisioni in materia di cambio di valuta cripto e che potrebbe comportare sanzioni nei confronti della socetà. 

I regolamenti giapponesi richiedono a tutte le società di valuta criptata che operano nel paese di registrarsi presso l’Agenzia e soddisfare determinati requisiti di sicurezza e trasparenza, nonché l’obbligo di verificare l’identità dei propri clienti al fine di prevenire il riciclaggio di denaro sporco e altre operazioni illecite.

Binance consente ai suoi utenti di aprire conti digitali e di elaborare i loro acquisti in formato digital-monetario senza dover verificare la propria identità con un documento ufficiale L’azienda è così diventata il più grande operatore al mondo nel settore delle criptovalute in dieci paesi.

A pochi mesi dalla sua creazione, ha raggiunto un fatturato di 1,65 trilioni di dollari, secondo i dati dal sito web specializzato Coinmarketcap. Il Giappone, pioniere nella regolamentazione del settore, ha intensificato la vigilanza sugli operatori commerciali. dopo l’hacking di Coincheck nello scorso mese di gennaio, quando circa 493 milioni dollari valore delle valute virtuali sono andate in fumo.

Antonio Albanese