GIAPPONE: Cresce il surplus commerciale

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Il Giappone ha registrato un surplus commerciale pari a 670,17 miliardi di yen, circa 5932 miliardi di dollari, nel mese di settembre, quasi sei volte superiore a quello del mese precedente. Sono questi i dati riportati dal Latin American Herat Tribune.

L’eccedenza di settembre ha rappresentato un aumento del 37,7% rispetto all’anno precedente ed è stato il quarto mese consecutivo di eccedenza commerciale della terza economia più grande del mondo, in seguito alla revisione al ribasso dei dati avvenuta a maggio, quando il Giappone è entrato in deficit, secondo i dati pubblicati dal ministero delle Finanze nipponico.

Il surplus commerciale del Giappone si è basato su forti spedizioni di automobili, parti di automobili e macchinari per la Cina e gli Stati Uniti, secondo i dati doganali. La ripresa della domanda estera è stata un fattore chiave per sostenere la crescita della terza economia mondiale. Il volume delle esportazioni già in agosto era stato il più alto da prima della crisi finanziaria mondiale del 2008, e le indagini dei produttori indicano che il commercio netto sta trainando la crescita, riporta The Tribune.

Le esportazioni sono cresciute del 14,1% su base annua nel mese di settembre arrivando a 6,8 trilioni di yen e le importazioni del 12% arrivando a 6,14 trilioni di yen.

In termini di paesi, il Giappone ha registrato un deficit di 281.796 milioni di yen con la Cina, il suo principale partner commerciale, che rappresenta un calo del 48,5% rispetto all’anno precedente.

Con la prima economia mondiale e suo secondo partner commerciale più grande al mondo, gli Stati Uniti, il Giappone ha registrato un surplus di 616.578 miliardi di yen, con un incremento del 5,1% rispetto allo stesso mese del 2016.

Con l’Unione europea, terzo partner commerciale, il Giappone è riuscito a ridurre il disavanzo del 54,6% a 16,69 miliardi di yen. Con il Brasile e il Cile, il paese asiatico ha registrato un saldo negativo di 39,909 miliardi di yen e 34,985 miliardi di yen, con un incremento rispettivamente del 39,7% e del 55,8%.

Maddalena Ingroia