GIAPPONE. Ancora fumata nera per il trattato di pace con Mosca

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Giappone e Russia hanno manifestato il perdurare della loro divisione sulle Curili lo scorso 28 maggio in una riunione ministeriale. Il ministro degli Esteri giapponese Taro Kono e il ministro della Difesa Takeshi Iwaya hanno incontrato le rispettive controparti russe, Sergey Lavrov e Sergey Shoygu, a Tokyo.

Come riporta Efe, Tokyo ha espresso a Mosca la sua preoccupazione per la crescente presenza militare della Russia nei Territori del Nord, come sono conosciute le Curili in Giappone, ha detto il ministro della Difesa giapponese. Il suo omologo russo ha difeso l’attività militare russa nella regione definendola legittima, e a sua volta ha protestato contro il dispiegamento in Giappone di missili intercettori Aegis di fabbricazione statunitense che Mosca considera una minaccia per la sua sicurezza.

Nonostante le loro differenze, i due paesi si sono impegnati a scambiare opinioni e ad ampliare la collaborazione su questioni di sicurezza internazionale e regionale, in particolare la questione della denuclearizzazione della penisola coreana, secondo il ministro degli Esteri giapponese. Lavrov ha detto che entrambi i Paesi sono favorevoli alla completa denuclearizzazione della Corea, e ha sottolineato che tutte le parti coinvolte devono compiere gesti reciproci e senza dare ultimatum a Pyongyang, posizione che è stata sostenuta dalla Cina.

Lavrov e Kono si erano già incontrati a Mosca il 10 maggio scorso per discutere la possibilità di un futuro trattato di pace. L’incontro ha offerto al governo giapponese l’opportunità di preparare il terreno in vista del vertice bilaterale tra il primo Ministro giapponese Shinzo Abe e il presidente russo Vladimir Putin a margine del vertice del G20, previsto per il 28-29 giugno a Osaka. L’incontro tra Abe e Putin si terrà il 29 giugno.

Nel corso di un precedente vertice dello scorso anno, Abe e Putin si sono impegnati a firmare un trattato di pace atteso da 70 anni, anche se non è stato chiaro come avrebbero affrontato la controversa disputa sulla sovranità. Tokyo vuole il ritorno delle isole Iturup, Kunashir, Shikotan e Habomai, sotto il controllo russo dalla fine della Seconda guerra mondiale, e spera di recuperarne almeno due, come previsto in una dichiarazione congiunta Giappone-Unione Sovietica del 1965, secondo il governo guidato da Abe.

Successivamente, tuttavia, il Giappone e l’Unione Sovietica si sono ritirati dalla dichiarazione per vari motivi, anche se nel 2000 Mosca e Tokyo hanno nuovamente discusso la possibilità di firmare un trattato di pace.

Lucia Giannini