GIAPPONE. Abe riapre il dialogo sul trattato di pace con Mosca

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Il primo Ministro giapponese Shinzo Abe prevede di dire al presidente russo Vladimir Putin, al prossimo vertice Asean, che i colloqui sulla risoluzione della controversia sulle Curili e la conclusione di un trattato di pace tra i due paesi dovrebbe essere accelerata.

Abe prevederebbe anche di suggerire che i negoziati dovrebbero essere condotti sulla base della dichiarazione congiunta sovietico-giapponese del 1956, che stabilisce la fine dello stato di guerra e il ripristino dei legami diplomatici tra i due paesi, riporta il Mainichi Shimbun.  Il primo Ministro  nipponico prevede di riaffermare l’impegno di Tokyo in una delle disposizioni del documento, in cui si afferma che gli isolotti Habomai e Shikotan nell’arcipelago delle isole Curili potrebbero rientrare nella giurisdizione giapponese in seguito alla conclusione di un trattato di pace con la Russia, secondo il giornale nipponico.

La nuova posizione politica modifica di fatto la precedente posizione originale del Giappone, che prevedeva il riconoscimento dell’intero arcipelago come territorio giapponese quale condizione preliminare per la firma del trattato di pace. L’offerta di Abe comprenderà anche la possibilità di discutere lo status delle isole Kunashir e Iturup, che non è coperto dalla dichiarazione del 1956. Il primo ministro parteciperà al vertice Asean, che si terrà a Singapore il 14-15 novembre.

Mainichi Shimbun riporta anche l’idea di Abe, secondo cui Mosca e Tokyo raggiungano un accordo quadro durante la visita del presidente russo in Giappone, per la riunione del G20 nel giugno 2019.

Il Cremlino aveva in precedenza confermato che Putin prevederebbe di tenere colloqui con Abe durante la sua visita a Singapore per il vertice Asean.

Il fatto che Giappone e Russia non abbiano mai firmato un trattato di pace permanente dopo la fine della Seconda guerra mondiale è stato a lungo un ostacolo nelle loro relazioni bilaterali. Durante l’Eastern Economic Forum di Vladivostok all’inizio di settembre, Putin ha suggerito che Mosca e Tokyo dovrebbero concludere il trattato di pace senza alcuna condizione preliminare entro la fine dell’anno. Tokyo, a sua volta, ha sostenuto che avrebbe firmato l’accordo di pace solo dopo la fine della lunga disputa territoriale tra i due paesi.

Tommaso dal Passo