GIAPPONE. Abe premier fino al 2021

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Il Partito Liberal Democratico nipponico attualmente al governo del Giappone ha approvato lo scorso 5 marzo di estendere il numero di possibili mandati consecutivi per un leader del partito a tre. In questa maniera viene consentito all’attuale primo ministro del paese di restare a capo del governo fino al 2021.

Il secondo mandato consecutivo di Shinzo Abe come leader del Ldp, che ha avuto inizio nel 2012, si concluderà nel 2018.

La riforma è stata approvata nel corso di una riunione di partito a Tokyo, secondo l’agenzia di stampa giapponese Kyodo, e questo ampliamento permetterà ad Abe di poter partecipare ad una eventuale rielezione alle elezioni che avranno luogo il prossimo anno.

Prima d’ora, a nessun leader del partito era stato consentito un terzo mandato consecutivo.

Nel 2015, l’attuale primo ministro è diventato il primo presidente del LDP ad essere rieletto senza diritto di voto in 14 anni. Nel sistema parlamentare del Giappone, il leader del partito di governo diventa generalmente il primo ministro.
Abe, 62 anni, primo è stato presidente del Ldp tra il 2006 e il 2007, quando è stato eletto primo ministro del Giappone per la prima volta.
Durante questo primo mandato fu travolto da una serie di scandali che hanno coinvolto i suoi ministri, fino a che Abe si dimise nel settembre 2007.

Il suo secondo mandato come leader del partito ha avuto inizio nel 2012, quando divenne primo ministro per la seconda volta.

Da allora Abe ha consolidato la sua posizione, conducendo il partito alla vittoria nelle elezioni generali del dicembre 2014, ed essere poi rieletto come capo del partito nel 2015.

I media locali riportano però che c’è ancora spazio per uno sfidante: si tratta dell’ex segretario generale Ldp Shigeru Ishiba.

Abe, ora nel suo quinto anno in carica, è il sesto più longevo primo ministro del Giappone dal 1945. Il detentore del record è Eisaku Sato, che ha guidato il paese per più di sette anni dal 1964 al 1972. Se Abe riuscisse a resistere, potrebbe superare Sato nel mese di agosto 2020.
Una permanenza prolungata permetterà ad Abe di concentrarsi su una modifica alla costituzione post-bellica del Paese, che ha in precedenza tentato ma che non è riuscito a raggiungere.
In particolare, ha in programma di modificare l’articolo 9, che vieta la guerra come mezzo per risolvere le controversie internazionali.

Anna Lotti