GIAPPONE. Abe dismette i missili di Trump

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Il Giappone ha confermato l’abbandono del dispiegamento del sistema anti-missile statunitense Aegis, il 25 giugno, giorni dopo aver detto che il programma era stato sospeso. Gli intercettori per il sistema Aegis Ashore dovevano essere collocati in due regioni nell’ambito del costoso e controverso programma.

Il governo, riporta Gulf Today, ha invertito la rotta sotto la pressione dei residenti locali preoccupati per i rischi posti da un sistema di difesa missilistica nel loro cortile di casa. «Il Consiglio di Sicurezza Nazionale ha discusso la questione ed è giunto alla conclusione che il dispiegamento di Aegis Ashore ad Akita e Yamaguchi deve essere annullato», ha detto il ministro della Difesa Taro Kono ad una riunione del partito liberaldemocratico.

«Voglio scusarmi profondamente per essere arrivato a questo punto». In origine il governo aveva garantito che i missili intercettori non sarebbero potuti cadere nelle zone residenziali vicino a dove si trovava il sistema.

Ma la settimana scorsa, quando ha annunciato inizialmente che il dispiegamento del sistema era stato sospeso, Kano ha detto che mantenere quella promessa avrebbe richiesto un costoso e lungo aggiornamento dell’hardware. Si stima che il sistema Aegis Ashore, il cui acquisto è stato approvato nel 2017, sia costato al Giappone 4,2 miliardi di dollari in tre decenni.

Tuttavia ci sono state rivendicazioni contrastanti sul fatto che le stime iniziali non sarebbero state all’altezza del costo reale. L’accordo per l’acquisto del sistema è stato visto sia come parte dei tentativi di Tokyo di rafforzare le capacità difensive dopo i lanci di missili nordcoreani, ma anche come un modo per promuovere legami più stretti con Washington.

Il presidente americano Donald Trump ha spinto gli alleati a comprare più prodotti americani, compreso l’equipaggiamento militare.

Le forze armate giapponesi sono state a lungo limitate all’autodifesa e il Paese conta molto sugli Stati Uniti nell’ambito di un’alleanza bilaterale per la sicurezza. Il primo Ministro Shinzo Abe ha dichiarato la scorsa settimana che il governo si è impegnato a considerare alternative al sistema Aegis Ashore: «Non ci dovrebbe essere una lacuna nelle difese del nostro Paese. Vogliamo discutere le misure necessarie», ha detto Abe.

Lucia Giannini