GERMANIA. Religiosi da 100 paesi insieme per la”meta-crisi” del mondo moderno

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Novecento rappresentanti di 10 religioni diverse da 100 nazionalità si sono riuniti per 4 giorni a Lindau, in Germania, per la decima assemblea mondiale di “Religions for peace”

Con il tema generale “Prendersi cura del nostro futuro comune”, si è discusso soprattutto di 4 punti: come “prevenire la strumentalizzazione della religione che giustifica la violenza”, collaborare con i governi per l’abolizione delle armi nucleari, sviluppare una condivisa “Alleanza di Virtù” tra religioni e supportare l’iniziativa “Interfaith Rainforest” contro la deforestazione e il cambiamento climatico.

A margine del meeting, durante il quale è stata eletta la prima donna Segretario Generale di Religions for Peace, l’egizio-olandese Azza Karam, sono stati inoltre realizzati incontri per promuovere processi di pace nella Repubblica Democratica del Congo, nel Sud Sudan, in Nord e Sud Corea, in Myanmar e Bangladesh, seguendo le linee guida della “Marrakesh Declaration”, come si legge nella dichiarazione finale.

In quest’ultima si evidenza inoltre come «oggi stiamo assistendo ad una cosiddetta “meta-crisi” del mondo moderno, una crisi che mette in questione la stessa nozione di “verità” attraverso le “fake news”. Per contrastare questo, come religiosi, per noi il bene comune principale rimane il Sacro, anche se interpretato in modo differente (…) Proteggeremo inoltre i luoghi sacri contro ogni la violenza – continua la Dichiarazione Finale – collaborando con l’Alleanza di Civiltà (Alliance of Civilizations) delle Nazioni Unite».

Al meeting hanno preso parte dall’Italia l’imam Yahya Pallavicini, presidente della Coreis Italiana e, fra i molti, anche il rabbino David Rosen, American Jewish Committee, il cardinale John Onaiyekan, arcivescovo of Abuja, Nigeria, Shaykh Abdallah Bin Bayyah, presidente del Forum for Promoting Peace in Muslim Societies e il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I, secondo il quale: «Se non siamo disposti a sacrificarci un po’, allora possiamo vivere le nostre vite senza nemmeno notare l’armonioso concerto cosmico, la sinfonia della bellezza che viene eseguita davanti ai nostri occhi e orecchie. In questa immensa orchestra, ogni dettaglio minuto gioca un ruolo critico; ogni aspetto banale contribuisce in modo essenziale alla melodia prodotta. 

Non è possibile rimuovere un singolo membro senza che l’intera sinfonia sia compromessa. Nessun essere umano, albero o animale, può essere sostituito senza che l’intera immagine venga distorta, se non distrutta. Quando inizieremo a sentire la musica di questa magnifica armonia, questo concerto di pace? (…) A dispetto delle critiche alla religione come fonte di divisioni e fondamentalismi, non è la religione, ma di fatto è l’ideologia della “morte di Dio”, proclamata e celebrata da molti al giorno d’oggi, ad aver portato all’era più violenta mai vista nella storia dell’umanità, il ventesimo secolo». 

Redazione