GERMANIA. La Bundeswher si fa Cyber

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La Bundeswehr lancia il suo comando Cyber. Nelle prime nove settimane di quest’anno, la rete della Bundeswehr è stata attaccata circa 284000 volte. Così, il ministro della Difesa tedesco Ursula von der Leyen vede gli attacchi cyber come «una minaccia crescente per la nostra sicurezza», riporta Deutsche Welle.

Gli attacchi informatici futuri potranno essere contrastati dal nuovo “Cyber und Information Space Command”, Cir. Il sesto ramo operativo della Bundeswehr è operativo dal 1 aprile, ha una propria struttura organizzativa indipendente, alla pari con esercito, marina, aviazione, servizio medico e servizio logistico. Circa 13500 soldati tedeschi e appaltatori civili attualmente si occupano della difesa informatica della Bundeswehr e dal 1 aprile sono tutti riuniti sotto il Cir. La Bundeswehr sta anche ricercando specialisti It nel mercato del lavoro, con campagne pubblicitarie per rendere attraente l’esercito come datore di lavoro It.

Quello che ancora è carente è la lentezza burocratica che contrasta con la velocità del settore: il primo ispettore del Cir, il generale dell’aeronautica Ludwig Leinhos, dovrà quindi garantire l’”agilità” nel settore It, la capacità di adattarsi rapidamente ai cambiamenti.

Leinhos è uno specialista di guerra informatica ed è stato responsabile l “Cyber Defence” presso la sede Nato di Bruxelles fino ai primi 2016. La Bundeswehr quindi conta su di portare persone provenienti dal settore privato e di altri rami militari, così come coloro che studiano presso l’Università dell’esercito della Bundeswehr di Monaco di Baviera; le forze armate di Berlino hanno anche avviato un “Cyber Innovation Hub” che permette ai giovani imprenditori It di entrare in contatto con la Bundeswehr.

Il 5 aprile, il ministro della Difesa Ursula von der Leyen inaugurerà il nuovo comando cyber a Bonn, inizialmente l’unità sarà composto da 260 membri, i quali, tuttavia, devono aspettare che la loro nuova sede sia completata. L’unità deve essere al completo, e la Bundeswehr essere completamente in grado di avere una difesa globale nel cyberspazio, entro il 2021.

Luigi Medici