GERMANIA. Grossi carichi di munizioni USA arrivano a Ramstein 

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Ramstein è la più grande base aerea americana al mondo fuori dai suoi confini e viene utilizzata come hub per molte delle sue operazioni, compresi gli attacchi dei droni. La base ha ripetutamente attirato proteste in Germania, l’ultima delle quali nel luglio 2018.

Secondo quanto riporta Sputnik, l’86° squadrone di approvvigionamento munizioni degli Stati Uniti presso la base aerea di Ramstein, ha ricevuto circa 100 container con una grossa varietà di munizioni nel corso del mese di ottobre: si tratta della più grande spedizione di munizioni degli Stati Uniti in Europa dall’operazione in Jugoslavia nel 1999.

Il carico sarà utilizzato per sostenere l’Iniziativa Europea della Nato per la deterrenza, Edi, e aumentare la riserva per l’aviazione militare in Europa. Secondo i funzionari di Ramstein, la spedizione dovrebbe anche aumentare la reattività e la prontezza delle forze americane della base preposizionando munizioni, carburante e attrezzature per consentire una risposta rapida contro le minacce di attori aggressivi.

Ramstein è un importante hub di trasporto aereo per le Forze aeree degli Stati Uniti in Europa e Africa, quindi il suo compito principale è quello di avere munizioni per soddisfare gli obiettivi prefissati in ogni caso, anche la guerra.

L’ultima volta che un carico così importante è stato consegnato a Ramstein è stato prima dell’operazione Allied Force nel 1999, durante la quale l’aviazione americana ha condotto circa 900 raid aerei contro l’allora Jugoslavia. La campagna aerea di 78 giorni, non autorizzata dal Consiglio di sicurezza dell’Onu, ha causato la morte di circa 500 civili, secondo Human Rights Watch, e ha portato alla distruzione diffusa delle infrastrutture del paese. 

La base era sede di armi nucleari americane, ma vi sarebbero state tolte nel 2005. La base aerea è regolarmente oggetto di critiche da parte dell’opinione pubblica tedesca, che chiede la sua chiusura. Una delle più recenti proteste contro la base americana ha avuto luogo il 2 luglio 2018, subito dopo che il presidente americano Donald Trump aveva detto che stava considerando un possibile ritiro delle forze americane dal paese.

Questa mossa come altre compiute dagli Usa in diversi teatro sono state commentati dalla nomenclatura russa. 

Per il diplomatico russo Andrei Belousov, la Russia si sta preparando a difendere il suo territorio da qualsiasi aggressione, mentre il ritiro unilaterale dal Trattato Inf da parte degli Stati Uniti segnala che Washington si sta preparando ad una tale aggressione. Gli ha fatto eco, Andrei Belousov, vice direttore del Dipartimento di non proliferazione e controllo degli armamenti del ministero degli Esteri russo, secondo cui il ritiro unilaterale degli Stati Uniti dal Trattato Inf indica che Washington si sta preparando ad una guerra, e che la Russia deve prepararsi a difendere il suo territorio.

Antonio Albanese