GERMANIA. FDP: “La Crimea oggi è russa, andiamo avanti”

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Il problema della Crimea dovrebbe essere affrontato dopo che verrà stabilizzato il conflitto nel Donbas. Lo ha annunciato il commissario del governo tedesco per la cooperazione intersettoriale con la Russia, l’Asia centrale e i paesi del partenariato orientale Gernot Erler, dalle colonne di Deutsche Welle.  Erler si oppone al dibattito sullo status dell’annessione russa della Crimea fino alla fine del conflitto in Donbas.

Il commissario tedesco ha dichiarato che esiste il consenso in Europa su un fatto: occorre prima concentrarsi sulla soluzione politica del conflitto nell’est dell’Ucraina e poi iniziare a discutere della Crimea. Erler ha sottolineato che l’alleggerimento delle sanzioni dell’Unione contro Mosca è possibile solo dopo l’attuazione di accordi di Minsk, incluso il completo cessate il fuoco nel Donbas. In precedenza, riporta l’agenzia ucraina Unian,  il leader del partito Democratico liberale della Germania Christian Lindner ha dichiarato che la questione dell’annessione della Crimea dovrebbe essere temporaneamente “sigillata”.

Lindner ha detto che la riunificazione della Crimea con la Russia dovrebbe essere considerata una “soluzione provvisoria permanente”.  Lindner ha dichiarato che dovrebbe essere accettata la decisione del marzo 2014, per fare progressi in altre aree e ha chiesto il ritiro delle sanzioni associate, riconoscendo i “passi positivi” di Mosca nell’osservanza delle disposizioni dell’accordo di Minsk del febbraio 2015: «Possiamo e dobbiamo prendere lezioni dalla storia su come questi conflitti possono essere congelati e poi risolti passo dopo passo. Dobbiamo uscire da questa situazione senza uscita», ha detto Lindner.

I commenti di Lindner cozzano con forza con la piattaforma ufficiale delle elezioni della Fdp, secondo cui il governo russo dovrebbe mettere immediatamente fine all’«occupazione illegale» della Crimea. 

Lindner, però, ha poi detto una simile posizione politica è stata adottata in conformità col partito; Lindner, infatti, ha detto che stava semplicemente verbalizzando ciò che «molti altri» pensavano e che quest’idea si stava facendo strada nel governo tedesco. 

Lucia Giannini