GERMANIA. BfV: aumenta la presenza salafita

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di Luigi Medici GERMANIA – Berlino Il direttore dell’Ufficio federale per la protezione della Costituzione (BfV), l’intelligence internazionale tedesca, ha detto che l islamismo radicale in Germania non solo è in crescita, ma è sempre più decentrato, con maggiori sfide per le operazioni di sorveglianza.
In un’intervista con agenzia di stampa Dpa, Hans-Georg Maassen ha difeso l’intelligence messa sotto accusa dopo la scoperta che a Berlino il camion sospetto su cui c’era Anis Amri era passato indisturbato attraverso la loro rete; Maassen, ha detto l’intelligence, ha fatto fatto tutto quello che si poteva.

Nel complesso, il numero di salafiti in Germania è salito a più di 9700, in forte aumento da 3800 persone nel 2011, ha detto Maassen. «È fonte di grande preoccupazione per noi che questa scena non solo è in crescita, ma è anche molto diversificata (…) Ci sono molte persone che dominano la scena salafita. E tutte queste persone devono essere monitorate». Se in passato, c’erano alcuni personaggi influenti, oggi ci sono molti piccoli gruppi formati da pochi individui (…) Così non è più possibile parlare di una scena salafita nel suo complesso, ma bisogna fare i conti con molti punti caldi. Questo rende le cose più difficili per noi, perché non possiamo più monitorare solo un paio di persone. Dobbiamo monitorare molti gruppi».

A difesa della sicurezza sul caso Amri, Maassen ha detto che l’intelligence ha tenuto sotto controllo il tunisino per un lungo periodo di tempo, ma non ha trovato alcuna prova per arrestarlo.

«Credo che le forze di sicurezza, in particolare la polizia, hanno fatto tutto quanto in loro potere per valutare il pericolo rappresentato da Amri. Ma è anche chiaro che viviamo in uno stato di diritto, e il quadro giuridico deve essere rispettato», ha detto. Dopo l’attacco di Berlino, il cancelliere Angela Merkel ha ammesso che «il caso Amri solleva interrogativi» e ha ordinato una revisione radicale di apparato di sicurezza della Germania.