GERMANIA. Aperte le indagini per lo scandalo dei sommergibili israeliani 

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I pubblici ministeri di Bochum hanno un’indagine su possibili tangenti legate ad un accordo per vendere tre sommergibili di classe “Dolphin” e quattro corvette prodotte dalla tedesca ThyssenKrupp Marine Systems all’esercito israeliano. L’accordo è stato approvato dal governo tedesco nel luglio 2017.

Secondo quanto riporta Dw, la procura ha confermato di aver aperto un’inchiesta contro ignoti mentre in precedenza le autorità tedesche avevano “osservato” solo il caso. La polizia israeliana, che indaga da più di due anni sul “Case 3000”, ha presentato una denuncia per corruzione contro sei persone a novembre 2018, tra cui David Shimron, l’avvocato della famiglia di Netanyahu che rappresentava anche l’ex agente della ThyssenKrupp in Israele, Michael Ganor.  

Ganor, in arresto con l’accusa di corruzione, aveva collaborato in cambio di uno sconto di pena ma la scorsa settimana ha ritrattato la sua testimonianza; secondo Haaretz, Ganor ha ora negato qualsiasi pagamento: «Non ho corrotto nessuno. Tutti i pagamenti che ho fatto a coloro che erano coinvolti nel caso erano per servizi professionali che mi hanno fornito», ha detto Ganor.

La ThyssenKrupp ha detto che la notizia non cambia la sua posizione, dato che nessun suo dipendente è stato menzionato dalla procura tedesca. L’azienda ha detto di aver allontano Ganor due anni fa, e ha condotto un’indagine interna che non ha trovato alcuna prova di corruzione. La settimana scorsa i media israeliani hanno detto che, oltre alle accuse di corruzione, Netanyahu potrebbe aver beneficiato personalmente della vendita, accusa ripresa con entusiasmo da Benny Gantz, il suo principale oppositore alle prossime elezioni israeliane.

L’accusa si basa sulla recente rivelazione, fatta da Channel 13, secondo cui nel 2007 Netanyahu ha acquistato azioni della società statunitense Seadrift Coke, gestita dal cugino Nathan Milikowsky, che poi è stata acquistata dal produttore di acciaio GrafTech International, fornitore della ThyssenKrupp. Netanyahu ha recentemente dichiarato di aver venduto quelle azioni a suo cugino nel 2010, circa un anno dopo essere diventato primo Ministro. Inoltre quando le offerte sono state invitate nel 2014, Shimron, su richiesta di Netanyahu, avrebbe chiamato un consulente del ministero della Difesa israeliano per chiedergli di sostenere la ThyssenKrupp e in un secondo momento Netanyahu e il Consiglio di sicurezza nazionale hanno esercitato pressioni per sospendere le offerte a favore della ThyssenKrupp.

L’accordo potrebbe ancora portare ad una ricaduta politica a Berlino, perché, come parte dell’impegno della Germania a contribuire alla difesa di Israele, il governo tedesco ha accettato di finanziare un terzo dell’acquisto israeliano dei tre sommergibili Dolphin, per un totale di 540 milioni di euro da spendere in 10 anni.

Anna Lotti