Merkel contro ISIS

47

GERMANIA – Berlino 01/09/2014. Angela Merkel difende l’invio di armi alle forze curde per affrontare lo Stato Islamico, abbandonando così una politica che era originata dalla sconfitta nella Seconda guerra mondiale.

A Berlino, il cancelliere Angela Merkel difende infatti, riporta il quotidiano Middle East, la decisione senza precedenti del suo governo di inviare armi ai curdi, che combattono lo Stato islamico, definendo l’organizzazione un grosso rischio per la sicurezza in Germania e in Europa.
Merkel ha detto in un discorso al parlamento il primo settembre, «il processo di destabilizzazione portato dallo Stato islamico avrà conseguenze a lungo termine per l’intera regione che interesseranno la Germania e l’Europa». L’intervento del cancelliere Merkel è venuto il giorno dopo la pubblicazione della lista delle armi che Berlino invierà ai curdi: mitragliatrici, granate e missili anticarro. «Da quando i terroristi hanno preso una vasta area per dare a se stessi e ad altri fanatici una base per la loro minaccia terrorista, è nostro interesse occuparcene». A causa del suo passato nazista, la Germania aveva costituzionalmente scelto di non essere “coinvolta” direttamente in missioni militari, e anche nei conflitti che coinvolgono soldati tedeschi, come in Afghanistan, la classe politica aveva sempre esaltato il carattere umanitario o di peacekeeping, piuttosto che parlare di guerra. Recenti sondaggi di opinione, mostrano che due tedeschi su tre credono che il governo non debba inviare armi ai combattenti curdi, nonostante le atrocità commesse dai soldati dello Stato Islamico.
I critici temono che le armi finiscano nelle mani dei jihadisti; atri temono che la Germania, che non ha subito attacchi sul suo territorio, possa diventare un bersaglio, in questo modo.
Ma nel suo discorso, Merkel ha sottolineato che più di 400 tedeschi e centinaia di cittadini europei sono nella regione per unirsi alla lotta con lo Stato islamico. Potendo tornare nel loro paese in qualsiasi momento, rappresentano una minaccia diretta per la Germania. «Abbiamo fatto la scelta di evitare il rischio o avremmo dovuto non offrire nulla e alla fine accettare l’espansione del terrorismo? Sosteniamo coloro che stanno combattendo valorosamente con meno risorse di fronte agli atti di terrorismo commesso dallo Stato islamico» ha detto il Cancelliere, che ha poi aggiunto: «Siamo consapevoli dei pericoli di questo nostro sostegno, ma abbiamo anche chiara la minaccia posta dallo stato islamico, se non inviasse armi». La Germania ha già inviato apparecchiature di difesa, come caschi e giubbotti antiproiettile, che hanno contribuito a forze peshmerga, e aiuti umanitari. Le Nazioni Unite hanno detto il primo settembre che i soldati dello Stato Islamico commettono atrocità contro le minoranze, simili atrocità devono essere devono essere considerate crimini contro l’umanità e crimini di guerra.
Le forze peshmerga e le forze sciite avrebbero ripreso il controllo della città di Sulaiman Bek, principale roccaforte dei jihadisti presa 11 settimane fa, a sud della città di Kirkuk.
Le truppe starebbero per prendere anche il villaggio di Yengejeh, situato all’interno della provincia di Salah al-Din, a nord est di Baghdad.
Sulaiman Bek, situato vicino alla città di Amerli, ripresa dai regolari il 31 agosto, dopo più di due mesi di occupazione.
Togliere l’assedio ad Amerli è una delle più grandi operazioni militari del governo iracheno in risposta a quella che era stata una grande vittoria dello Stato islamico in Iraq.
Sempre il primo settembre, le Nazioni Unite hanno detto che i soldati dello Stato Islamico commettono atrocità contro le minoranze, simili atrocità devono essere devono essere considerate crimini contro l’umanità e crimini di guerra.