GEOPOLITICA. Donne: la politica del Terzo Millennio

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La prima è un politico conosciuto negli States e la seconda è conosciuta solo in una parte della Serbia, sono un volto innovativo della politica globale oggi immersa in troppi machismi e suprematismi diffusi in diversi contesti geopolitici: Ilhan Omar e Misala Pramenković. Ilhan Omar, politica somala musulmana naturalizzata americana, ha battuto l’11 agosto a Minneapolis Antone Melton-Meaux, suo sfidante delle primarie, garantendosi di fatto un secondo mandato al Congresso.

Melton-Meaux aveva raccolto milioni di dollari per una campagna alimentata in gran parte dall’antipatia verso Omar, una delle prime donne musulmane al Congresso e membro della cosiddetta “Squad” delle donne democratiche di colore. Nei suoi primi due anni al Congresso, Omar è stata accusata di commenti antisemitici e di irregolarità nel finanziamento della campagna, ed era stata anche bersaglio di attacchi razzisti da parte dei conservatori; come lei altri due membri della Squad, Alexandria Ocasio-Cortez e Rashida Tlaib, hanno vinto le primarie, riporta Buzzfeed.

A Minneapolis, la campagna di Omar era difficile, poiché aveva perso l’appoggio del Minneapolis Star-Tribune, il principale giornale del suo distretto, e era dovuta ricorrere a farsi pubblicità pagata per attaccare Melton-Meaux.

La campagna di Omar era incentrata sulle sue credenziali progressiste nel Congresso; il suo slogan per la rielezione, “Send Her Back – to Congress”, ricordava i commenti razzisti del presidente Donald Trump, che ha detto di credere che lei e gli altri membri della Squad dovrebbero “tornare” da dove sono venuti.

Anche altrove, in altri contesti politico sociali, stanno entrando nelle istituzioni rappresentative donne che rompono gli schemi: il 10 agosto, per la prima volta nella storia, l’Assemblea nazionale della Repubblica di Serbia ha accolto un deputato con un hijab: la professoressa Misala Pramenković di Novi Pazar, rappresentante dei musulmani bosniaci di Serbia. Misala Pramenković è nata nel 1980 a Morani, a Tutin nel Sangiaccato; sposata e madre di quattro figli, è dottore in scienze islamiche, come professore è impegnata nella Facoltà di Studi islamici e nella madrasa “Gazi Isa-beg” di Novi Pazar.

È impegnata politicamente attraverso il Partito Giustizia e Riconciliazione (Spp), di cui è anche vicepresidente, e nel 2016 è diventata consigliera dell’Assemblea di Novi Pazar. Pramenković ritiene che tutte le nazioni dovrebbero avere i loro rappresentanti, «tutto questo è naturale perché una grande percentuale di musulmani bosniaci vive in Serbia (…) Durante la costituzione dell’Assemblea non ci sono state reazioni o commenti negativi. La mia apparizione ha attirato l’attenzione dei media in Serbia quel giorno, ma senza alcuna connotazioni negative (…) Le mie azioni nell’Assemblea della Serbia si baseranno sui principi del programma del Partito Giustizia e Riconciliazione. In questo senso, mi batterò per i diritti dei cittadini, specialmente per i diritti delle donne e dei bambini, così come per la promozione dei valori della famiglia. Cercherò di essere la voce delle donne del Sangiaccato, ma anche di tutta la Serbia», riporta Anadolu.

Nel frattempo Joe Biden sceglie Kamal Harris…

Maddalena Ingrao