Difesa collettiva targata GCC-Marocco

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ARABIA SAUDITA – Riad 22/04/2016. Nel comunicato finale del GCC – Marocco tenutosi a Riyadh il 20 aprile 2016, presieduto da re Salman dell’Arabia Saudita, con la partecipazione di re Mohammed VI del Marocco e dei leader di Kuwait, Bahrein, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Oman, il Gcc e il Marocco hanno espresso, tra gli altri, il loro impegno per la difesa collettiva della sicurezza dei loro paesi e la loro stabilità, e il rispetto della sovranità dei paesi, l’integrità territoriale e il rifiuto di ogni tentativo volto a minare la loro sicurezza e stabilità, i tentativi di ridisegnare la mappa delle nazioni o di dividerle, minacciando la sicurezza e la pace regionale e internazionale.

I leader del Gcc hanno appoggiato la proposta di ampia autonomia fatta da Rabat per il Sahara marocchino facendola propria.
Tuti i leader hanno inoltre ribadito la condanna dell’estremismo e del terrorismo in tutte le sue forme e manifestazioni e ha sottolineato la pericolosità del suo collegamento con qualsiasi civiltà o religione, ribadendo l’opposizione al settarismo che alimenta i conflitti e interferisce negli affari interni di stati sovrani.
Hanno ribadito la necessità del coordinamento degli sforzi regionali e internazionali per contrastare ed eliminare il terrorismo e le sue cause, sottolineando l’importanza dell’Alleanza militare islamica per combatterlo.
Più tardi, nel corso di una conferenza stampa congiunta con il suo omologo marocchino Salaheddine Mezouar, il ministro degli Esteri saudita Adel Al-Jubeir ha sottolineato che le opinioni dei paesi Gcc e del Regno del Marocco erano identiche, ribadendo che i leader hanno sottolineato il loro impegno per la difesa comune dei loro paesi nel rispetto della sovranità e della loro integrità territoriale, bloccando qualsiasi tentativo di minare la loro sicurezza e la stabilità.
Questo vertice, politicamente, rappresenta un evento politico senza precedenti e un’opportunità per ribadire la necessità di costruire un blocco per far progredire la cause dei popoli arabi e musulmani e difendere gli interessi reciproci contro potenziali rischi e minacce.
«La regione araba vive, infatti, una serie di tentativi tesi a cambiare la struttura degli stessi stati, come è il caso di Siria, Iraq e Libia, con tutto ciò che questo fatto comporta in uccisioni, espulsioni e esodi dalla patria araba (…) Siamo di fronte a dei complotti tesi a minare la nostra sicurezza collettiva. Questo è chiaro e non necessita di alcuna analisi. Si vuole ciò che resta dei nostri paesi, tutto ciò che potrebbe preservare la sicurezza, la stabilità e la sostenibilità (…) degli stati del Golfo arabo, del Marocco e della Giordania, paradiso di pace e sicurezza per i propri cittadini, ed elemento di stabilità nel suo ambiente. Abbiamo davanti gli stessi pericoli, le stesse minacce (…) In effetti, la difesa della nostra sicurezza non è solo un compito comune, è un fatto unico e indivisibile», h detto il re del Marocco nel suo discorso.
Politicamente il partenariato creerà un blocco in grado di difendere gli interessi comuni e le cause del mondo arabo-musulmano. Per quanto riguarda le organizzazioni internazionali, questa partnership intende sviluppare approcci e iniziative collettive.
Economicamente, la partnership finirà per rafforzare gli scambi, i grandi progetti e attrarre maggiori investimenti dal Golfo verso il Marocco e viceversa; settore privato incluso.
Diplomaticamente, la collaborazione finisce col rientrare nel prendi di sviluppo diplomatico di Rabat: la cooperazione Sud-Sud, il consolidamento dell’appartenenza all’area araba e islamica e la diversificazione dei partner al di fuori della cerchia di alleati tradizionali.
La volontà dei paesi del Golfo di rafforzare il partenariato con il Regno del Marocco conferma la posizione raggiunta da Rabat di essere considerato un alleato affidabile che combina apertura e modernità, da un lato e l’impegno per i valori autentici e tradizionali dall’altro.
Questa partnership consentirà a Rabat di rafforzare la sua posizione diplomatica potenziando di fatto il suo ruolo di piattaforma geostrategica tra le diverse aree geopolitiche: quella euro-mediterranea, quella dell’Asia occidentale, dell’Africa.