2013 in salita per le borse del Golfo

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EMIRATI ARABI UNITI – Dubai. 03/01/13. Performance positiva della borsa di Dubai. La migliore degli ultimi 8 anni. Con il guadagno più elevato di tutta l’area del GCC. Bene anche gli indici di borsa degli altri mercati regionali del Golfo. 

La Borsa di Dubai è salita dell’1,1 per cento per chiudere l’anno con un 107,7 per cento in più dal 2005. La sua ascesa è stata sostenuta da investimenti sulla futura crescita degli utili per le imprese bluechip come Emaar Properties. Una forte ripresa del settore immobiliare di Dubai ha agito da trampolino di lancio per le prestazioni del 2013. Mentre la prospettiva macroeconomica è schizzata grazie ai diritti acquisiti per ospitare il World Expo 2020 e la decisione di MSCI per includere gli Emirati Arabi Uniti nel suo indice di Emerging Markets a a partire da maggio.

«Nella prospettiva di medio- lungo termine Dubai è una città che continua ad espandersi», ha detto Amer Khan, Senior executive officer di Shuaa Asset Management alla Reuters.

«Le significative opportunità di business nei paesi del GCC sono ancora in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar», ha detto Khan.

In salita anche le performance del Qatar, paese che verrà inserito da MSCI come mercato emergente a maggio 2014. Il guadagno è stato del 24,5% sul 2013.

Tra le aziende più osservate la Mesaieed Petrochemical Holding Co, una azienda di proprietà statale, gigante dell’energia. La Qatar Petroleum prevede di raccogliere QR3.2bn (878,8 milioni dollari) dalla cessione di quote, che è aperta solo ai cittadini del Qatar. Il periodo di offerta durerà fino al 21 gennaio con la negoziazione di azioni che dovrebbero cominciare nel mese di febbraio.

In Arabia Saudita, l’indice è salito dello 0,2 per cento, con un aumento dei guadagni nel 2013 del 25,5 per cento. Aumenta la spesa pubblica ma manca la manodopera visti anche i provvedimenti del governo contro i clandestini. Fattore questo che peserà sui primi mesi del 2014 soprattutto nel settore delle costruzioni, vendita al dettaglio e le banche.

«L’impatto per la carenza della manodopera sarà peggiore nel quarto trimestre per gli appaltatori e i fornitori, ma poi ci sarà ancora una volta la crescita», ha detto Hesham Tuffaha , un gestore di fondi con sede a Riyadh, aggiungendo il tema del lavoro sarà di breve durata e numeri Q4 prevedono comunque una crescita nel 2014.

La borsa del Kuwait è aumentata dello 0,1 per cento, in recupero ma con bassa performance per via del ritardo di acquisto dei “window dressing”, dove gli investitori comprano azioni last – minute, e fanno trading per aumentare la performance annuale del loro portafoglio.

Il mercato è in crescita del 27,2 per cento nel 2013. Con un ottimo andamento nei primi mesi del 2013 dove erano alte le aspettative sul Kuwait viste le dichiarazioni del governo sul piano di sviluppo del Paese. Ma da maggio in poi gli investitori hanno smesso di comprare sulla piazza kuwaitiana perché il governo non ha mantenuto le promesse.

Gli investitori istituzionali esteri rimangono scarsamente interessati in Kuwait, a causa dei fattori di rischio politici, regole di mercato deboli e proprietà incrociata delle imprese in borsa.

Nonostante i conflitti degli ultimi mesi dell’anno la borsa in Egitto nel 2013 cresce del 24,2 per cento. Gli investitori ora sono pronti a scommettere sulla ripresa di una economia stagnante profondamente colpita dal fermento politico di questi ultimi anni.

Per dare maggiore stabilità all’Egitto sono previsti miliardi di dollari in aiuti dai paesi del Golfo insieme a un ambiente di business migliore, una tabella di marcia per ripristinare un governo civile completo.

Molto però dipende dal voto imminente sul progetto di costituzione prevista per metà gennaio e con le elezioni parlamentari e presidenziali previste entro sei mesi dalla sua approvazione.

L”indice dell’Oman è salito dello 0,3 per cento, guadagni in crescita del 18,6 per cento nel 2013. In Bahrain è aumentato 1,6 per cento, in crescita del 17,2 per cento nel 2013.